La Fillea CGIL lancia l’allarme: “Il Cementificio Sacci verso la chiusura”

Il Cementificio Sacci SpA di Pescara, rischia di cessare l’attività produttiva definitivamente con un ulteriore perdita di posti di lavoro. La situazione la porta a galla il segretario generale della Fillea CGIL di Pescara, Massimo Di Giovanni che ricostruisce nei particolari quanto sta avvenendo.

“Il 13 marzo scorso, dopo un anno circa dalla prima procedura di riduzione di personale che ha determinato, in un primo momento, il licenziamento di circa 50 lavoratori a Pescara, la Sacci SpA, ha di nuovo comunicato alle organizzazioni sindacali nazionali e provinciali che è intenzionata a chiudere definitivamente il cementificio di Pescara, dove sono attualmente occupati circa 20 lavoratori, tra impiegati e operai. Si saranno persi solo a Pescara, se il disegno si attuerà, circa 80 lavoratori diretti, più l’indotto, complessivamente più di 140 lavoratori – spiega Di Giovanni -. L’attuale riduzione complessivamente, con questa nuova procedura, riguarderà 135 lavoratori a livello di Gruppo, con chiusura definitiva degli stabilimenti di Macerata e Pescara e, con riduzione della sede di Roma. Le organizzazioni sindacali, nell’incontro con la Direzione Nazionale Sacci SpA, del 1° aprile, tenutosi presso la sede di Unione degli Industriali e delle Imprese di Roma, hanno ribadito la non condivisione del piano e delle motivazioni addotte dalla Sacci SpA, chiedendo il ritiro della procedura, anche e, soprattutto, in considerazione delle possibili evoluzioni societarie. Infatti, il giorno 18 marzo, guarda caso, a soli 5 giorni dalla attivazione della procedura di mobilità con cessazione di attività degli stabilimenti di Pescara e Macerata, è arrivata una offerta di acquisto da parte della Buzzi Unicem SpA, società quotata in borsa, e secondo gruppo industriale produttore  di cemento in Italia. La Buzzi Unicem ha formulato l’offerta di acquisto, pari al 99,5% delle quote societarie della Sacci SpA. Per questo motivo i sindacati ritengono la vertenza Sacci SpA, di fondamentale importanza in relazione alle dinamiche societarie e di mercato di tutto il settore del cemento in Italia. La Feneal, Filca e Fillea hanno unitariamente indetto lo stato di agitazione in tutti i siti produttivi della Sacci SpA, che saranno articolate a livello territoriale con coinvolgimento degli Assessorati alle Attività Produttive e del Lavoro regionali, a sostegno delle posizioni dei lavoratori e favorire l’apertura di un tavolo a livello Nazionale al Ministero dell’Industria e Sviluppo Economico, che sia finalizzato alla ricerca di soluzioni utili ad evitare le chiusure degli  stabilimenti  previste  dalla  Sacci SpA. A Pescara, tra l’altro, sarebbe utile anche il coinvolgimento dell’Assessorato all’Ambiente e Comune di Pescara, vista la posizione dello stabilimento che, insistendo sulla città e, quindi sui cittadini, si  avrebbe bisogno di comprendere tempi, modalità e risorse finalizzate a una eventuale opera di messa in sicurezza, nonché di bonifica dell’intero sito industriale”.

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