Parco: è scontro tra WWF-Legambiente con i sindaci della Costa Teatina

“E no, non ci siamo. Le accusa lanciate da WWF e Legambiente le respingiamo fermamente perché sono prive di fondamento e soprattutto fuori luogo”.

Lo hanno detto oggi i sindaci di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, e di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, in un incontro con la stampa che non è stata soltanto l’occasione per puntualizzare alcune delle accuse lanciate verso alcuni primi cittadini costieri contrari al Parco della Costa Teatina, ma anche per scoprire che Ombrina mare si farà.

Andiamo per ordine, partendo con l’ultima novità. Venuta fuori ieri, dopo un incontro a Roma, al ministero dell’Ambiente, richiesto dai primi cittadini di Rocca San Giovanni, Fossacesia, San Vito Chietino e Ortona nonché il presidente provinciale Coltivatori diretti, rappresentata dall’assessore ai Lavori Pubblici, Domenico De Iure. Si sarebbe dovuto parlare delle annose complicanze sorte per la perimetrazione del Parco ma il discorso con il senatore Mauro Libé, segretario particolare del ministro Gian Luca Galletti, è scivolato sulle attività estrattive a largo del litorale frentano. Che si faranno. In sostanza, per avviare le attività di sondaggio ed estrattive di Ombrina Mare, si attende solo che i ministeri interessati firmino il via libera. Una batosta per l’intero territorio. Dunque, a questo punto, sarà persino inutile istituire l’area protetta, attesa da più di 20 anni. Non servirà perchè non condizionerebbe assolutamente le attività della Rockhopper a largo della costa.

“Noi ci siamo sempre battuti contro Ombrina, siamo stati i primi ad opporci: non solo con atti amministrativi scaturiti nell’ambito di consigli comunali appositamente indetti nel 2010, ma ci siamo costituiti davanti al Tar e questo percorso, seguito anche dalle amministrazioni di Ortona, Fossacesia e Torino di Sangro, ha consentito di veder aumentare la distanza, già stabilita in un primo momento, tra l’impianto e la costa – hanno ricordato oggi  Catenaro, Di Rito e l’assessore comunale di San Vito Chietino, Luigi Cumini -. WWF e Legambiente dov’erano quando nel 2007 il ministro Pecoraro Scanio diede il permesso per le perforazioni con l’avallo dell’allora ministro all’Economia Pierluigi Bersani? E che dire della Regione Abruzzo? Nonostante l’impegno assunto con la delibera consiliare numero 47 del 27 luglio del 2010, non ha intrapreso nessuna azione per fermare Ombrina davanti al Tar e nemmeno in Consiglio di Stato, senza dimenticare che nessun rappresentante era presente alla recente riunione della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale. Se oggi ci fosse un solo appiglio, uno spiraglio per evitare Ombrina lo useremmo, saremmo disposti a tornare sui nostri passi e di sì all’istituzione del parco pur di salvaguardare il nostro mare. Invece, non sarà così, perché ora è tardi. L’area protetta sarebbe dovuta diventare realtà molto prima del Decreto Passera (governo Monti, ndr) che ha dato carta bianca per le ricerche e gli impianti offshore. Qualcosa si sarebbe potuto fare allora. Sono, quindi, fuori luogo le accuse che ci vengono lanciate da WWF e Legambiente – motivo per il quale è stato indetto l’incontro odierno con la stampa -. Noi rappresentiamo i cittadini, i nostri territori, loro parlano, scrivono e fanno affermazioni stando lontano dalle nostre realtà, preoccupati più ad andare ad occupare un posto nel consiglio d’amministrazione del parco, dove noi non saremo”.

Sempre oggi, la CGIL Abruzzo ha espresso grande preoccupazione per l’incedere inesorabile dei processi autorizzativi a favore delle trivellazioni lungo la costa abruzzese, facilitati dal Decreto Sblocca Italia. “I pareri favorevoli espressi di recente della commissione VIA nazionale a favore di Ombrina Mare e Elsa2 (quest’ultima prevede una piattaforma a 7 Km dalla costa e un’area di ricerca di fronte a Francavilla e Ortona e arriva fino alle spiagge delle due località) costituiscono un altro macigno scagliato contro le aspettative dei cittadini e lavoratori abruzzesi per uno sviluppo della regione in cui qualità dell’ambiente e sostenibilità sono le coordinate dello sviluppo – si legge nela nota del sindacato -. Una regione che attraverso l’EXPO si presenta al mondo come la regione del vino, dei trabocchi e soprattutto dei parchi viene aggredita da decisioni assunte altrove. Da un governo che vuole trasformare l’Adriatico in un nuovo Texas, ed una commissione VIA nazionale che non tiene conto che la stessa Corte Costituzionale ha chiarito che le valutazioni tecniche possono intrecciarsi con valutazioni su ambiente, governo del territorio, sviluppo economico. Cioè vi è spazio per scelte di carattere politico per bilanciare gli interessi in gioco. Si pensi che mentre si realizza finalmente il parco della costa teatina e dei trabocchi cresce di fronte il mare delle trivelle. Ora la pratica passa ai Ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali per il decreto di compatibilità ambientale. Non ci sono molte altre possibilità. Dobbiamo far pervenire ai due ministri. Galletti e Franceschini, il peso forte della volontà dei cittadini abruzzesi per un futuro diverso del loro territorio. La Regione, i comuni, i parlamentari abruzzesi, chiedano ai due ministri di non firmare il decreto. La CGIL Abruzzo lo farà, come d’altronde hanno fatto i comitati e le associazioni, con i quali abbiamo condiviso tutti i momenti di mobilitazione. Lo facciamo in nome di una coerenza che ci ha visto da decenni schierati a favore di un Abruzzo che fosse Regione Verde e dei Parchi, da sempre convinti che insieme ad un avanzato e sostenibile sistema industriale, la valorizzazione dell’ambiente potesse essere una via dello sviluppo. Lo abbiamo fatto insieme ai regionali di Molise e Puglia esprimendoci un mare pulito senza trivelle; quando ci siamo battuti contro il Centro Oli di Ortona; per la bonifica dei siti inquinati; per lo sviluppo delle energie rinnovabili. Perché siamo convinti che il futuro del lavoro non è nella competitività che toglie diritti e crea precarietà ma nella sfida a produrre beni utilizzando le più avanzate tecnologie nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo. Costa di meno e crea maggiore occupazione”.

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