Insieme per Rocca contro i sindaci di Rocca San Giovanni e S. Vito: “No al parco, sì alle ville sui dirupi”

“Mentre si parla di consumo del suolo, di riqualificazione urbana, di massima attenzione al dissesto idrogeologico, mentre si parla di coscienza urbanistica e ambientale, c’è chi pianifica il territorio con uno sguardo rivolto ad un idea di turismo e di sviluppo che ha prodotto numerosi danni al nostro paese, ma tanto poi a pagare sono sempre gli stessi, cioè noi”.

E’ l’amara considerazione di Emilio Pio Caravaggio, Capogruppo di minoranza della Lista ‘Insieme per Rocca’, che denuncia quanto sta avvenendo nel comune costiero per la realizzazione di un fabbricato sulla costa.

“Svelato il motivo perché ai sindaci Di Rito e Catenaro (primi cittadini di Rocca San Giovanni e San Vito Chitino, ndr) il Parco non va giù: non perché è un carrozzone o perché toglie ai sindaci potere sui loro comuni consegnandoli al Presidente del Parco, ma più semplicemente perché intendono basare lo sviluppo del nostro territorio sullo stile degli anni 70 quando si cementificava liberamente sulle coste, sulle spiagge, nei boschi e nei dirupi. Gli atti del piano regolatore di Rocca San Giovanni sono eloquenti e confermano dove è possibile edificare, cioé dappertutto, dirupi compresi. Lo dicono i Resort in via di realizzazione nei due Comuni, lo dice la scarsa attenzione a limitare il cemento lungo la costa. Ecco un lampante esempio: è in via di realizzazione una villa sul Cavalluccio a ridosso della strada comunale che scende al mare e a strapiombo sulla statale 16 in un fazzoletto di terra di pochi metri ma talmente scosceso che dovrà poggiare necessariamente su numerose palafitte in cemento molto armato, sì perché la zona è anche nota per l’instabilità del terreno. Questo piccolo lembo di terreno, manco a dirlo, è stato reso edificabile e a niente è servita, in sede di redazione del PRG la nostra doverosa osservazione che prevedeva, al posto della costruzione di edifici,  un semplice belvedere,  per far godere tutta la collettività del panorama mozzafiato che quel tratto di costa regala. Oggi, anzi domani, il panorama lo vedrà solo il proprietario della villa. Calata la maschera, di cemento, i due sindaci hanno anche il coraggio di vantarsi di essere ambientalisti ma non bastano tutte le bandiere blu della FEE o di Legambiente a coprire gli scempi che da San Vito a Rocca San Giovanni stanno perpetrando i nostri due “paladini  dell’ambiente”, in prima fila a combattere il Parco Nazionale della Costa Teatina”.

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