La FAISA-CISAL sulla TUA: “Vogliamo conoscere il piano industriale della nuova società di trasporto”

“Il progetto di riordino del Trasporto pubblico regionale che deve transitare attraverso l’unificazione delle tre Società possedute dalla Regione stenta a vedere la luce, non siamo a conoscenza di progetti per recuperare risorse immediatamente per dare respiro a tutto il settore che è in sofferenza ormai da circa tre anni”.

Luciano Lizzi della Segreteria Regionale FAISA-CISAL è perentorio e punta dritto a evidenziare una serie di problematiche, che attendono ancora d’essere affrontate, alla luce della nuova società del trasporto pubblico locale T.U.A. Innanzitutto, la mancanza di un piano industriale. Questioni tutte poste all’attenzione del Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, del sottosegretario Camillo D’Alessandro, del Presidente ARPA SpA, Luciano D’Amico, dell’Associazione Trasporti ASSTRA, e ai Gruppi consiliari Regione Abruzzo. In una circonstaziata nota, Lizzi parla di “melina degli addetti ai lavori”, che prosegue da settimane. Anche se, un primo incontro con i sindacati si terrà, probabilmente, il 20 aprile prossimo.

“Nel frattempo – dice il sindacalista – le banche, che osservano il clima di incertezza persistente nel settore, hanno chiuso i rubinetti del credito. La Regione non sta erogando i contributi chilometrici previsti per legge alle Società (10.000.000 €), non ottempera agli impegni contrattuali presi nel 2004 per emolumenti da erogare ai Lavoratori (1.500.000 €), La Società capogruppo ARPA, di riflesso, non eroga i contributi sindacali da ottobre alle organizzazioni sindacali nonostante questi siano stati decurtati dai salari dei lavoratori, non paga i creditori che hanno sospeso le forniture dei materiali di consumo indispensabili al servizio ed è probabile che non pagherà gli stipendi ai dipendenti. Sappiamo per certo che ai 15 milioni di euro di minori impegni finanziari della Regione per il TPL per l’anno 2015 si aggiungeranno ulteriori 10 milioni di minori finanziamenti per i trasporti che verranno imposti dal Governo. I problemi legati alla fusione (Arpa, Gtm, Sangritana) sono ancora tutti dormienti o si cerca di nasconderli, a cominciare dagli esuberi di personale che sembrano innominabili e impossibili da trattare. Nel piano presentato ai sindacati prima delle elezioni amministrative scorse e prima dell’insediamento di questa giunta regionale, risultava che le sole eccedenze risultanti tra il confronto dell’organico ARPA e quello GTM erano 48 tra il personale impiegatizio a cui si aggiungeranno ulteriori 30, sempre tra gli amministrativi, dalle strutture provenienti dalla Ferrovia Adriatico Sagritana. Ulteriori 20 esuberi amministrativi ci risultano, per certo, dalla partecipata SISTEMA che chiuderà il bilancio con seicentomila euro di perdite ed è già interessata dallo scorporo dei servizi di pulizia bus, per un totale di circa cento unità (100), il totale approssimativo è di circa 4 milioni di euro, che rimarranno in carico alla costituenda nuova società. Risultano dai documenti presentati dai tecnici regionali, circa 55 esuberi nell’immediato tra il personale viaggiante dell’area metropolitana, che dovrà essere ricollocato nelle residenze vacanti, con i relativi disagi che ne derivano per i conducenti che si allontaneranno da casa e per quelli che attendono da anni di essere trasferiti nelle residenze anagrafiche. Nulla trapela per l’integrazione delle strutture manutentive, un‘ulteriore chimera. Le fusioni tra aziende, in qualsiasi settore, sono tutte dolorose e comportano sacrifici per tutti, ma nessuno pare ne voglia prendere coscienza o fa finta di non saperlo ed ha finto finora. Per contro assistiamo, nonostante questa organizzazione sindacale continui a chiedere alla politica di intervenire, a investiture spot di dirigenti nominati dalla passata amministrazione ed in decadenza, mantenimento di privilegi nelle strutture amministrative con personaggi noti che continuano a cumulare indicibili emolumenti per trasferte, erogazione di assegni ad personam deliberati dalle tre Società e privilegi infiniti nel limbo degli uffici. Abbiamo chiesto di prevedere strumenti che consentano il sostegno al reddito dei dipendenti in esubero e impegni finanziari della Regione per incentivi all’esodo, contratti di solidarietà e quant’altro necessario. Abbiamo assistito a una levata di scudi da parte di tutti i presenti, nessuno escluso. Una cosa ci è stata comunicata però con determinazione: la volontà della Regione di armonizzare i contratti di secondo livello dei lavoratori delle tre aziende, aumentando la produttività e chiedendo grossi sacrifici a tutto al personale. E’ stato già comunicato un mese fa che il nostro sindacato si sarebbe comunque reso disponibile al confronto: i nostri organi direttivi hanno impegnato la delegazione trattante a non affrontare argomenti di natura salariale se non confortati da azioni determinanti sui temi precedentemente esposti e già comunicati al sottosegretario Camillo D’Alessandro. Sollecitiamo di abbreviare i tempi della discussione, ad inviarci i dati necessari alle valutazioni di che trattasi, agli emolumenti ad personam erogati ai singoli Dipendenti comprensivi dei costi per trasferte, il numero preciso degli esuberi per settore. Si richiede, per l’ennesima volta, di impedire che lavoratori privilegiati, possano costruirsi lo stipendio a piacimento. Diversamente vi comunichiamo che saranno intraprese ulteriori azioni tese a far valere le ragioni di quei lavoratori che avranno il carico maggiore di sacrifici”.

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