Ospedale di Atessa: in Regione passa risoluzione per evitare ridimensionamento

Alla fine è stata approvata dal Consiglio regionale una risoluzione che impegna il presidente Luciano D’Alfonso a riaprire la trattativa per definire il futuro dell’ospedale di Atessa. Comparsa stamattina con priorità d’urgenza e depositata in avvio dei lavori, la delibera ha visto come primi firmatari i consiglieri di maggioranza Mario Olivieri (Abruzzo Civico) e Alessio Monaco (Regione Facile) ed il consigliere di opposizione e Presidente della Commissione vigilanza Mauro Febbo. Tutto ciò mentre fuori dall’Emiciclo, i cittadini di Atessa davano vita a una manifestazione per evitare che il Presidio Ospedaliero fosse ulteriormente ridimensionato. Un nosocomio al servizio della Vallata industriale del Sangro e di un entroterra che si impoverisce sempre di più. Così, nel documento presentato, è stato chiesto al Presidente D’Alfonso di riattivare, “entro e non oltre il 20.04.2015, il tavolo della trattativa presso la Direzione Regionale alla Sanità con i rappresentanti del Comune di Atessa, la ASL di Lanciano-Vasto-Chieti e la Regione stessa, con l’obiettivo di definire il futuro di quell’ospedale e, nello specifico, la riattivazione dell’attività chirurgica sempre nel nosocomio di Atessa”.

In aula, poi il voto, che ha rimarcato una diversità di vedute e decisioni all’interno della stessa maggioranza: la risoluzione è passata con il sostegno della maggioranza, del Movimento 5 stelle e di Forza Italia. “Uno schiaffo – ha commentato Febbo – e nessuna coccola da parte di D’Alfonso alla Sanità abruzzese ed al sistema sanitario di Atessa, al quale ‘danno’ si aggiunge anche la beffa per aver aperto, solo per calmierare gli animi, un tavolo di confronto molto di facciata, poiché le decisioni imperiose vengono decise e prese unicamente da D’Alfonso a dispetto ed al di là di ogni regola istituzionale a dispregio delle migliaia di cittadini presenti anche oggi a L’Aquila per manifestare e protestare durante i lavori del Consiglio regionale. E dopo la brutta figura rimediata sulla risoluzione dei Punti nascita credo che il Presidente D’Alfonso si appresta a dover prendere contezza anche di questa importante risoluzione che vede come firmatari proprio una parte di consiglieri e assessori della maggioranza di centrosinistra”.

“La preoccupazione dei cittadini e delle istituzioni locali era divenuta forte in seguito alla sospensione dell’intera attività operatoria dell’Ospedale, il 7 aprile scorso, su decisione del Direttore generale della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro – hanno dichiarano in una nota il presidente della commissione Sanità e Salute Mario Olivieri e il consigliere regionale Andrea Gerosolimo entrambi eletti nella lista Abruzzo Civico- già mesi fa il Presidente si era impegnato ad aprire un tavolo di discussione con i rappresentanti del comune di Atessa, della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti e della Regione, confronto cui, tuttavia, non è stato mai dato un effettivo seguito”.

Insomma, un primo passo per riaprire la discussione sul futuro dell’ospedale di Atessa e per il riesame del provvedimento di chiusura del blocco operatorio”.

Ma non è finita qui: tra i manifestanti giunti a L’Aquila, anche l’onorevole Fabrizio Di Stefano, che all’esito della decisione dell’aula, ha commentato sottolineando come “la Regione Abruzzo, a guida D’Alfonso, stia completamente sbagliando l’approccio ad una tematica così complessa quale la sanità. Qual è la priorità per gli abruzzesi: avere una sanità vicina sul territorio, e che sappia dare risposte rapide ed efficienti alle problematiche dei cittadini – chiede Di Stefano- oppure cogliere il  risultato di poter sventolare la bandiera di uscita dallo status di Regione commissariata? Ed io mi chiedo: si può contestualmente perseguire entrambi gli obiettivi? Io ritengo di si. Lo si può e lo si deve fare avendo presente nella scala delle priorità innanzitutto il primo obiettivo: una sanità vicina sul territorio, e che sappia dare risposte rapide ed efficienti alle problematiche dei cittadini e, successivamente, l’obiettivo economico, e quindi, uscire dal commissariamento, in una visione più globale della sanità regionale che, a fronte di qualche inevitabile taglio, valuti quale sia la ricaduta meno impattante sui territori. Ed allora certamente non sono i punti nascita a doversi ridurre ma i reparti fotocopia anche negli stessi ospedali o in quelli vicini.Una progettualità , dunque, che premi un concetto di sanità più prossimo al territorio. E allora si può concepire anche un buon reparto di chirurgia in ospedali minori – conclude il Parlamentare- e contestualmente strutture distrettuali in grado di offrire servizi concreti alle popolazioni e intercettare le istanze, evitando l’afflusso di utenza verso le grandi strutture ospedaliere. Lo si può fare dando maggior considerazione alla medicina di base che può essere, se opportunamente valorizzata e considerata, un grande alleato in questo progetto. Lo si può fare ragionando con gli operatori, con i tecnici, con gli amministratori locali, con le popolazioni interessate. Insomma in un grande confronto che non veda una Regione matrigna che si alzi la mattina e, per il solo obiettivo di appuntarsi la medaglietta per la fine del commissariamento, con un tratto di penna cancelli ora questa, ora quella struttura”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *