Su Ombrina Mare scontro tra Febbo e D’Alessandro

“Il sottosegretario Camillo D’Alessandro prima di lasciarsi andare a delle dichiarazioni prive di significato e di qualsiasi fondamento politico, farebbe bene a guardarsi allo specchio e contare fino a dieci poiché la nostra non presenza in aula voleva sottolineare proprio la loro tardiva e insignificante risoluzione inerente il problema di Ombrina Mare, cioè aver messo una pezza a colori”.

Mauro Febbo

Mauro Febbo

Questa la risposta del Consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo alla luce delle dichiarazioni di D’Alessandro, che a margine dei lavori consiliari aveva rimproverato al centro destra “fuggito dall’aula per non partecipare alla votazione che diceva ‘no’ a Ombrina e ‘sì’ al Parco nazionale della Costa Teatina. Ha votato a favore solo il M5S – aveva precisato D’Alessandro – mentre il centrodestra, con il suo atteggiamento, ha dimostrato di essere favorevole agli insediamenti petroliferi, lasciando i banchi per non esprimere il proprio dissenso. Noi lo sapevamo e li abbiamo scoperti, facendo crollare il muro delle menzogne che si sono susseguite in questa ‘giostra’. La maggioranza e il governo del Presidente Luciano D’Alfonso ha sempre detto ‘no’ alle piattaforme petrolifere, presentando anche due ricorsi alla Corte Costituzionale contro i provvedimenti che hanno dato il via libera a Ombrina”.

Di qui la secca e stizzita replica di Febbo: “Ricordo a D’Alessandro  che solo qualche giorno fa la stessa maggioranza aveva respinto la nostra risoluzione, depositata con ben sette giorni di anticipo, dove impegnava in maniera concreta il Presidente della Giunta ad attivarsi presso la competenti sedi ministeriali al fine di scongiurare definitivamente una deriva petrolifera. Visto che anche lo stesso Ministro all’Ambiente Galletti ha dichiarato ufficialmente che l’installazione di Ombrina Mare e delle altre perforazioni continuano il loro iter e non verrà fermato neanche dalla costituzione e perimetrazione del Parco della Costa Teatina, ormai divenuto inutile. Inoltre D’Alessandro mente sapendo di mentire, poiché anche lui è consapevole dell’inutilità del ricorso presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale, poiché riguarda le competenze che aveva la Regione sugli impianti a terra e che al 31 marzo scorso saranno definitivamente decadute anche sui progetti in itinere. Infatti – rimarca Febbo – lo ‘Sblocca Italia’ esclude le Regioni dalle concessioni a terra per gli idrocarburi e rende il ricorso inefficace visto che il Governo Renzi ha avviato anche il percorso di modifica del Titolo V della Costituzione, togliendo alle stesse amministrazioni regionali anche le competenze in materia di trasporto delle energie, come il metanodotto Snam. Pertanto la nostra posizione – conclude Febbo – rimane quella di sempre e coerente da 14 anni, ossia no al Petrolio e no al Parco, mentre il Partito Democratico è ondivago cioè a livello nazionale è a favore delle trivelle, mentre in Regione Abruzzo ha posizioni contradditorie e diverse, a seconda dell’esponente politico. E lo stesso vale per il Parco, visto e considerato che i sindaci del PD che si dichiarano favorevoli, a oggi ancora non approvano nessuna perimentrazione: neanche quella presentata dal Commissario De Dominicis”.

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