Parco Nazionale della Costa Teatina. ancora un no da San Vito, Rocca S. Giovanni e Villalfonsina

I sindaci di San Vito Chietino, Rocco Catenaro, di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito e di Villafonsina, Mimmo Budano hanno inoltrato una missiva al Ministro dell’Ambiente con la quale criticano l’operato del Commissario incaricato di predisporre la perimetrazione provvisoria del Parco Nazionale della Costa Teatina.

I primi cittadini dei tre centri del chietino, ribadiscono ancora una volta la netta contrarietà alla istituzione del parco nazionale con particolare riferimento alla inevitabile creazione del Direttivo dell’Ente parco, quale organo sovraordinato ai comuni, che escluderà i sindaci – e quindi i cittadini – dalla gestione del territorio, fanno rilevare al Ministro che il Commissario (Pino de Dominicis, nominato nel novembre del 2014 dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che il 30 aprile scorso ha comunicato d’aver concluso, nella data indicata, i confini generali di quello che potrebbe diventare il Parco della Costa dei Trabocchi, ndr), ha svolto il suo incarico senza alcuna concertazione né con i Sindaci (incontrati un’unica volta a Fossacesia il 5 dicembre 2014) né con le relative Amministrazioni che rappresentano le Comunità locali perché democraticamente elette dai cittadini.

“Questo è un aspetto assolutamente rilevante – spiegano Catenaro, Di Rito e Budano – perché, oltre alla Regione, i Comuni (proprio perché espressione diretta dei cittadini) sono gli unici soggetti, ai quali la legge sull’istituzione dei parchi attribuisce potere-dovere di partecipare al procedimento di istituzione del parco e che, quindi, il Commissario avrebbe dovuto obbligatoriamente consultare costantemente, tra l’altro con modalità ufficiali e non attraverso incontri che, semmai ci sono stati con gli altri Sindaci, si sono svolti nel chiuso di una stanza ed in modo assolutamente informale. A ciò si deve aggiungere il fatto che il Commissario non ha mai consultato gli uffici tecnici comunali nè ha acquisito presso gli stessi gli elementi conoscitivi e tecnico scientifici disponibili. Ai Comuni, inoltre, non è stata trasmessa alcuna cartografia della proposta di perimetrazione nè delle diverse aree di protezione graduale individuate, come, del resto, ammesso dallo stesso Commissario nella sua nota fatta pervenire ai Comuni il 30 aprile scorso con la quale rassicura i Sindaci che “avrà cura di inviare al più presto copia del suo lavoro”.

Ancor più grave è il fatto che, come risulta nella citata missiva, il Commissario ha anche predisposto (non si comprende con il contributo di quali soggetti) delle “Misure di salvaguardia” andando, quindi, ben oltre il compito affidatogli con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri limitato, invece, alla ‘delimitazione provvisoria del parco’. Insomma, con tale operato dirigistico si è dimostrato di voler predisporre la perimetrazione provvisoria del Parco senza l’obbligatorio coinvolgimento degli Enti locali, tenendo in considerazione soltanto la voce di alcuni movimenti e/o associazioni ambientaliste pregiudizialmente favorevoli al Parco anche perché – diversamente dai Sindaci – avranno diritto ad una comoda poltrona nell’organo che avrà pieni poteri nella gestione del Parco ovvero il Direttivo dell’Ente Parco. La decisione del Commissario, pertanto, si evidenzia incoerente e farraginosa e non potrà che essere fortemente contrastata dalle nostre Amministrazioni in ogni sede anche per una sottolineatura di rilevanza costituzionale per mancata ottemperanza ai principi costituzionalmente protetti (artt.5, 117 e 118 della costituzione) di leale cooperazione, autonomia e decentramento”.

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