Tenta suicidio in cella: salvato aggredisce agente di polizia penitenziaria

Lo ha salvato da morte certa e con tutta risposta il “salvato” inveisce contro  chi ha evitato che passasse a miglior vita aggredendolo senza pietà. L’incredibile fatto è accaduto  la notte tra sabato e domenica nell’affollata sezione detentiva “Z” del carcere di Lanciano.

Il detenuto, di origine campana, con molti anni ancora da scontare e recidivo per aver provato più volte di farla finita con la sua esistenza, ha tentato di impiccarsi con un nodo scorsoio ricavato da un asciugamano.

Fortunatamente i controlli assidui da parte del personale di polizia penitenziaria e i classici rumori ben udibili nel silenzio della notte hanno permesso al personale operante di far scattare immediatamente l’allarme   consentendo, così, ai due soccorritori, un assistente capo e un sovrintendente di polizia penitenziaria, di intervenire prontamente ed evitare che il gesto inconsulto potesse portare alla morte del soggetto recluso.

Non contento di ciò il detenuto ha reagito nei confronti dei due aggredendoli a calci e pugni. Uno di essi, il sovrintendente, ha dovuto ricorrere alle cure del medico e nei prossimi giorni sarà cotretto, suo malgrado, al fine di consentire di capire se abbia potuto contrarre malattie infettive, a sottoporsi ad alcuni test.

Sembra non avere fine lo stillicidio di eventi che stanno brutalmente caratterizzando la professione dei baschi blu. Sono trascorsi solo 4 giorni da quando, proprio la uil penitenziari, ha reso pubblici i dati riferibili agli eventi critici accaduti dall’inizio di gennaio ad oggi nelle italiche carceri e che contano 85 appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria feriti  con prognosi superiore ai 5 giorni, 46 intossicati dai fumi sprigionatesi dagli incendi appiccati nelle loro celle da detenuti incorreggibili e 25 potenziali suicidi salvati in extremis dagli stessi agenti.

Non viene quindi escluso da questa triste cerchia di eventi il carcere di Villa Stanazzo diverse volte al centro di questioni legate alla pericolosità dei soggetti ivi reclusi  e presso il quale abbassare la guardia sarebbe potrebbe veramente costar caro.

“La Uil Penitenziari Abruzzo- afferma il Vice segretario Regionale Mauro Nardella- rimarca ancora con costernazione la difficile situazione che da anni attanaglia il carcere frentano. Alle carenze di organico fanno spesso da eco attegiamenti da parte degli utenti che spesso scadono in situazioni al limite della controllabilità. Ne fa la spesa chi  questo lavoro lo affronta consapevole dei rischi che corre  ma che spesso non viene valutato così come si dovrebbe. Ai due colleghi mi pregio di inviare le mie più sentite congratulzioni e, al collega ferito, gli auguri di pronta guarigione. Il tutto con la speranza- chiosa il sindacalista della Uil Penitenziari Abruzzo- che l’Amministrazione Penitenziaria tenga in debito conto l’abnegazione dimostrata dai due ed il fatto, e non è cosa piccola, che con la loro prontezza e la loro professionalità, hanno salvato una vita.

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