Giustizia ‘sotto inchiesta’ per il processo di Bussi e pressioni sui giudici popolari

C’è chi, come il Movimento 5 Stelle, che chiede l’invio di ispettori, chi, invece, come il segretario nazionale dell’Italia dei Valori Ignazio Messina, invoca l’intervento del ministro della Giustizia, Orlando.

Il servizio pubblicato oggi da Il Fatto Quotidiano ha aperto uno scenario molto grave, che se trovasse riscontro (le fonti del giornale sono anonime, ndr) sarebbe un episodio particolarmente preoccupante per la Giustizia italiana. Il quotidiano nazionale, infatti, ha riferito che i giurati popolari che formavano la Corte d’Assise di Chieti, avrebbero ricevuto pressioni in relazione al processo sulla mega discarica di Bussi. Processo che si è chiuso con l’assoluzione della Montedison. Giudici popolari che ammetterebbero di non aver letto gli atti processuali, di non essere stati sereni nella decisione e di non riconoscersi nella sentenza.

Augusto De Sanctis del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua afferma: “Stiamo parlando di un processo con un potenziale impatto economico di miliardi di euro, della qualità della vita di centinaia di migliaia di persone e dello stato dell’ambiente di un’intera vallata. C’ poi l’episodio del Presidente della Corte, Romandini, che si trincera, anche in relazione ad una cena, dietro al segreto della Camera di Consiglio, non commentando una frase che avrebbe pronunciato in quell’occasione e che Il Fatto Quotidiano riporta anche nel titolo per la sua rilevanza in questo racconto. Stiamo già valutando con i nostri avvocati un eventuale esposto. La Procura di Pescara ha presentato un ricorso direttamente in Cassazione ma dopo quanto pubblicato su Il Fatto Quotidiano ci sembra che vi sia ora ben altro da approfondire. “Chiediamo che vengano inviati con urgenza gli ispettori del Ministero della Giustizia presso il Tribunale di Chieti per capire cosa sia successo e di chi siano le responsabilità”

E poi il M5S: i deputati abruzzesi M5S Andrea Colletti, Gianluca Vacca, Daniele Del Grosso e i membri del movimento della commissione d’inchiesta sul traffico di Rifiuti. “Se i giudici popolari non possono decidere con serenità, perché il presidente della Corte d’Assise li avverte che possono subire rivalse in caso di condanna per dolo – affermano i parlamentari – non c’é esercizio della Giustizia, ma indebite pressioni. Si deve assolutamente andare a fondo su questa vicenda, perché altrimenti i grandi colossi economici possono dettare il corso delle sentenze a discapito di tutti i cittadini, devastando l’ambiente e rimanendo impuniti. Chiederemo, inoltre, di audire in commissione d’inchiesta sul traffico di Rifiuti, i giudici popolari per ascoltare la loro versione dei fatti”.

“Chiederò al ministro Orlando di intervenire personalmente. I cittadini meritano chiarezza su una vicenda drammatica e dolorosa, che ha segnato indelebilmente un territorio e un’intera popolazione – dice il segretario nazionale dell’IdV Messina-. Lo Stato ha il dovere di fugare ogni ombra e noi dell’Idv lotteremo, fuori e dentro le aule parlamentari, per tenere sempre alta l’attenzione su questo caso ed evitare in ogni modo che l’intera vicenda, dopo l’iniziale clamore mediatico, cada nel dimenticatoio come, purtroppo, già troppe volte accaduto nella storia d’Italia”.

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