La Uil Penitenziari chiede chiarezza sul presunto caso di meningite al carcere di Sulmona

Chiarimenti urgenti in merito alla strada intrapresa nell’ambito della prevenzione (utilizzo DPI, eventuale isolamento sanitario, etc), a quali rischi risulterebbe esposta l’intera popolazione presente all’interno del carcere e quali iniziative sono state intraprese per contenere, sempre che si tratti di meningite, eventuali ripercussioni di natura epidemica.

Sono le domande che Mauro Nardella, segretario regionale della Uil Penitenziari Abruzzo pone dopo un caso di sospetta menigite, presumibilmente occorsa ad un detenuto ristretto presso la Casa di Reclusione di Sulmona e che sembra sarebbe stata diagnosticata, o quanto meno sospettata, da circa 10 giorni. Proprio stasera si è appreso che l’allarme è rientrato. Il detenuto, ricoverato all’ospedale di Chieti, dopo essere stato sottoposto ad esami è stato colpito da meningite di tipo virale, patologia non contagiosa. Le sue condizioni sono migliorate e già domani potrebbe essere trasferito nel reparto malattie infettive del San Salvatore de L’Aquila. La Uil comunque vuol vederci chiaro e conoscere “le iniziative circa la profilassi seguita o da seguire al fine di salvaguardare l’intera comunità penitenizaria sia essa riferibile ai detenuti che a quella strettamente riguardante il personale che lì opera – afferma il segretario regionale del sindacato”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *