Parco della Costa Teatina, Legambiente e WWF: “Nomina commissario una sconfitta della politica”

Con una nota del 19 maggio, inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –  in particolare al Capo Dipartimento Coordinamento Amministrativo e Affari Generali, dott.ssa Elisa Grande -, al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti,  al Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, il Commissario ad acta per la istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, Pino De Dominicis, ha comunicato la chiusura dell’adempimento legato al lavoro di perimetrazione del Parco. “A questo punto – scrive – rimane in attesa di conoscere modi e forme per la consegna del lavoro svolto”.

L’incarico affidato a De Dominicis  circa di otto mesi fa  è  stato quello di perimetrare il Parco, delineandone i confini generali, la zonizzazione interna e le norme di salvaguardia.

Con la consegna alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dunque, si avvia l’iter per il decreto finale istitutivo del nuovo Parco Nazionale.

Ma la nomina di un commissario per la perimetrazione è ‘bollata’ dal delegato regionale del Wwf Italia, Luciano Di Tizio, e dal presidente di Legambiente Abruzzo, Giuseppe Di Marco, come una sconfitta. Lo hanno dichiarato dopo l’esito del recente incontro tra il presidente della Regione Luciano D’Alfonso e i sindaci della Costa dei Trabocchi, presente l’architetto Pino De Dominicis, sulla istituenda area protetta. “Stupisce – dichiarano – la perseveranza nell’errore di alcuni amministratori locali, contrari per principio all’istituendo Parco della Costa Teatina. Dopo avere tentato in ogni modo di osteggiare il progetto, cercano adesso strade per rallentarlo, persino proponendo un’area marina protetta, pur di rimandare l’istituzione a data da destinarsi o cambiarla integralmente. Questi sindaci non si rendono conto che tutto ciò rappresenta una sconfitta per la politica locale che evidentemente non ha saputo esprimere negli anni amministratori adeguati. Trascinare la questione senza trovare una soluzione per quasi tre lustri – hanno aggiunto – rappresenta un poco invidiabile record. Uno stallo che ha fatto perdere finanziamenti preziosi a questo territorio, stanziati e poi tornati indietro proprio per i ritardi nella perimetrazione. Ci auguriamo che questi sindaci inizino ad acquisire una maggiora consapevolezza di ciò che l’Abruzzo vuole anche perché il parco sara’ dotato di una forte rappresentatività locale nel suo Consiglio, formato da otto persone: quattro indicate dai sindaci del territorio, una dal Ministero dell’Agricoltura, una dal Ministero dell’Ambiente, una dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e una dalle associazioni ambientaliste. Il 50% dei componenti è rappresentato proprio dagli amministratori delle municipalità locali. Né si può dire che si tratti di un costoso carrozzone visto che i membri del consiglio non percepiranno compensi ne’ gettoni di presenza”.

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