TUA: Fit, Uilt e Faisa vanno avanti nel cambiamento. Mariani (PD): “Incomprensibile sciopero di CGIL ed UGL”

“Tutela dei posti di lavoro, nel senso vero del termine; riduzione a 4 milioni del taglio di 10 milioni inizialmente previsto. Ciò grazie all’intervento del Governo che ha concesso una rateizzazione del debito regionale; salvaguardia del reddito dei lavoratori attraverso tutti gli strumenti possibili”.

Sono le puntualizzazioni sui risultati ottenuti al tavolo con la Regione, unitamente ai Confederal, ribadite oggi da Di Naccio della FIT CISL, Murinni della UILT UIL e Lizzi della FAISA CISAL alla vigilia della nascita dell’Azienda unica regionale del TPL, prevista per il prossimo mese di giugno.

Ma il fronte sindacale è diviso: CGIL ed UGL, per il prossimo 29 maggio, hanno proclamato uno sciopero, perché deluse dalle trattative su TUA. Il percorso, quindi, non è ultimato. “Tutti abbiamo auspicato la creazione di TUA, tutti la volevamo unica e pubblica, tutti abbiamo più volte ribadito la disponibilità al confronto pur di arrivare al risultato. Fit, Uilt e Faisa non hanno cambiato idea -. La consapevolezza, oggettiva, della progressiva diminuzione delle risorse pubbliche nel Fondo Unico dei Trasporti, unita all’altrettanto oggettiva necessità di dover recuperare ulteriori 6,5 milioni derivanti dalle precedenti criticità di Arpa, richiedevano e richiedono ancora la prosecuzione del tavolo di confronto con la controparte, piaccia o non piaccia, pena il mettere a rischio lo stesso posto di lavoro. E’ esattamente la differenza che c’è tra la responsabilità attraverso le idee e la irresponsabilità manifestata attraverso le ideologie. Fit Cisl, Uilt Uil e Faisa Cisal hanno deciso di giocare la partita più importante degli ultimi decenni nel TPL abruzzese, convinti che sia fondamentale governare i cambiamenti e non subirli”.

E a proposito della giornata di protesta indetta da CGIL ed UGL, il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Sandro Mariani, ha definito lo sciopero “un non ha senso, anche alla luce delle ultime determinazioni che riassegneranno parte dei fondi sui trasporti. Appare sconcertante – commenta Mariani – l’atteggiamento di chi è ben consapevole che abbiamo ereditato una situazione esplosiva sul fronte societario e che di fronte a noi abbiamo tagli ingenti da parte del governo nazionale”. Il riferimento è alla previsione di ulteriori tagli di trasferimenti da parte dello Stato, che avrebbero travolto le singole compagini societarie preesistenti e di fronte alla quale, la società unica dovrebbe essere in grado di far fronte in maniera più robusta. “Nonostante tutto – continua il capogruppo – abbiamo salvaguardato il lavoro e la prospettiva lavorativa dei 1600 dipendenti, eppure vogliono creare un caso che non c’é, per difendere l’indifendibile. In questo senso diventa un vero e proprio ricatto, nonostante tutta la volontà di dialogare che finora abbiamo ampiamente manifestato. Se le riforme fossero state fatte tempo fa – conclude Mariani – ora non ci troveremmo nella condizione di emergenza ereditata. Tuttavia non saremo noi a far fallire il Trasporto Pubblico Locale”.

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