Lavoratori dei Cup abruzzesi: i sindacati chiedono riapertura del tavolo delle trattative sul contratto

Le Federazioni Regionali di CGIL CISL e Uil Funzione Pubblica stigmatizzano e censurano la condotta del Consorzio Gpi, in relazione alla stipula dei contratti con i dipendenti addetti agli sportelli CUP delle Aziende Sanitarie Abruzzesi. I sindacati firmatari del vigente CCNL di settore, nel corso di un anno, hanno più volte dichiarato di essere contrarie alla stipula dei contratti di lavoro subordinati a tempo determinato che lo stesso Consorzio proponeva di far sottoscrivere ai dipendenti già in servizio presso gli sportelli CUP. I lavoratori hanno diritto ad avere lo stesso  trattamento che avevano in precedenza con l’azienda che gestiva il servizio e che non possono avere condizioni giuridiche ed economiche peggiorative in caso di cambio appalto.

“Ad oggi, purtroppo, non c’è ancora  nessun accordo tra le parti sociali e l’azienda, ma nel frattempo la GPI S.p.A. nella totale mancanza di rispetto della normativa in materia di relazioni sindacali, ha convocato un’assemblea dei lavoratori proponendo la stipula di un contratto a tempo determinato per la durata di mesi sei – dichiarano per la  CGIL FP, Carmine Rainieri, per la FP CISL Vincenzo Traniello e per la FPL UIL Pino De Angelis -. Tale comportamento assunto dall’azienda viola le regole dello Statuto del Lavoratori ed è pregiudizievole degli interessi e dei diritti di un numero cospicuo numero di lavoratori”.

I sindacati a seguito di questo atteggiamento di chiusura hanno chiesto un’immediata riapertura del tavolo delle trattative sulla questione. E dall’altra i lavoratori, al momento della firma di tali contratti lesivi i loro diritti, sono stati compatti nel respingere la tentata prevaricazione dell’azienda.

“Una vertenza che deve assolutamente assumere connotati diversi, infatti le organizzazioni sindacali auspicano una riapertura immediata delle trattative sindacali al fine al fine di tutelare i livelli occupazionali nei CUP dell’Abruzzo e difendere e tutelare  gli oltre 30 dipendenti interessati dalla vicenda”.

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