Omicidio di Roberto Tizi: in carcere altri 3 albanesi

Concorso in omicidio volontariato. Questa l’accusa mossa per la quale tre albanesi, parenti e amici di Arjan Ziu sono stati raggiunti in queste ore da ordine di custodia cautalare per l’omicidio di Roberto Tizi, il 35enne di Martinsicuro, freddato con tre colpi di pistola calibro 6.35, domenica sera.

Oltre a Ziu, reoconfesso del delitto ed arrestato lunedì mattina, sono finiti in carcere M.Z. di 52 anni, A.Z. Di 38 e R.Z. 25enne. A incastrare i tre, le immagini delle telecamere di zona da una parte, le testimonianze dall’altra, soprattutto della compagna di Tizi ferita di strisce nell’agguato di via De Gama, che hanno guidato i carabinieri del comando provinciale di Teramo alla soluzione del caso in poco tempo.

Ziu, nell’udienza di convalida del fermo, aveva detto d’aver agito da solo. Confermata l’ipotesi che il delitto aveva tratto origine dalla rissa scoppiata poche ore prima della tragedia in un bar della zona. Un’offesa che Arjan doveva lavare con il sangue di Tizi: lo ha aspettato poche ore dopo sotto casa e gli ha sparato mentre scendeva dall’auto. I dettagli dell’operazione sono stati illustrati dal procuratore capo Antonio Guerriero, dal sostituto Bruno Auriemma, dai vertici dell’Arma tra cui il maggiore Nazario Giuliani. Tizi è stato anche colpito con calci e pugni. Oltre all’accusa di omicidio volontario aggravato da futili motivi, si contesta anche il reato di porto abusivo di arma e relative munizioni e tentato omicidio nei confronti della compagna di Tizi.

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