Lanciano: vivisettore a processo per la prima volta in Italia per maltrattamento di animali

Tommaso Pagliani, l’ex direttore della fondazione Mario Negri Sud, comparirà domani in tribunale, a Lanciano, per la prima udienza del processo che lo vede imputato  imputato perché in qualità di Direttore Amministrativo della Fondazione Mario Negri Sud ha causato senza necessità, la morte di circa 750 topi “Mus Musculus”.

L’Associazione Animalisti Italiani Onlus – www.animalisti.it – prenderà, nella persona del suo Presidente Walter Caporale, parte al processo presentando la propria costituzione, insieme alla LAV, come parte civile, assistito dall’Avv. Michele Pezone.

“Chiesi all’allora direttore di poter prendere in affidamento le cavie che invece furono soppresse”-  afferma Walter Caporale, presidente di Animalisti Italiani Onlus – “Il Mario Negri Sud ha chiuso anche perché i suoi capi non hanno saputo innovarsi ed adeguarsi alla moderna ricerca che non utilizza animali”.

Si tratta del primo processo a danno di un uccisore di cavie, a dimostrare quanto l’attenzione sui crimini della sperimentazione animale si stia ampliando e quando i segreti delle oscure camere di tortura, i laboratori e gli stabulari, non possono avere più spazio almeno in Italia. Ciò che viene denunciato è stata la deliberata volontà dell’ex direttore di non voler fare entrare Walter Caporale, all’epoca Consigliere Regionale della regione Abruzzo, e di averlo fatto allontanare dalla polizia.

L’Associazione Animalisti Italiani Onlus ha come obiettivo il superamento del principio che afferma ed impone la superiorità “dell’animale umano” sopra ogni altro essere vivente del pianeta Terra e che autorizza l’uomo a disporre, a proprio piacimento e per proprio tornaconto, della vita di tutti gli esseri viventi, ed è quindi a favore di una cultura interspecifica e biocentrica che ponga al centro “la vita” in tutte le sue forme”. Da qui la contestazione della sperimentazione animale quale pratica vergognosa e immorale nonché scientificamente errata

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *