Tensione e incidenti a L’Aquila per la visita di Renzi. “I soldi per la rinascita della città ci sono”

Stravolta nell’agenda la visita del Presidente del Consiglio Matteo Renzi oggi pomeriggio a L’Aquila. In città, per la verità, il clima s’annunciava teso e ci sono stati degli incidenti (clicca per vedere le immagini) che hanno fatto saltare l’appuntamento nella nuova sede del Comune. “A fomentare il disordine non sono stati tanto gli aquilani quanto piuttosto manifestanti venuti da fuori, tra cui diversi componenti del comitato ‘Ombrina mare’ e anche qualche gratuito facinoroso – dirà più tardi il premier. Incidenti il cui bilancio è stato di quattro feriti. Fra i manifestanti di comitati e associazioni contrari alla politica del governo. Una poliziotta ha riportato un trauma al setto nasale mentre un contestatore ha accusato un malore ed è svenuto.

Quando poi il corteo si e’ spostato alla Villa Comunale, altri due manifestanti hanno riportato leggere contusioni a seguito di una carica fatta dal cordone di sicurezza costretto a rispondere ad un tentativo di sfondamento con il lancio di sanpietrini avvenuto proprio mentre Renzi giungeva al Gran Sasso Science Institute. I quattro sono stati condotti all’ospedale San Salvatore. Quando, dopo il suo intervento, il premier ha lasciato l’istituto di alta formazione, polizia, carabinieri e vigili urbani, presenti anche agenti della polizia penitenziaria e della forestale, hanno tenuto tutti a debita distanza evitando, così, anche ai giornalisti di poterlo avvicinare per fargli qualche domanda.

“Esprimere il proprio dissenso – ha osservato il capo del governo – è legittimo, ma noi siamo venuti a L’Aquila per un incontro istituzionale alla cui base c’erano tutta una serie di problematiche connesse alla ricostruzione della città devastata dal sisma del 6 aprile 2009”.

Il premier è arrivato a L’Aquila, direttamente al Gran Sasso Science Institute. Presente il vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.

“I soldi per la ricostruzione post sisma de L’Aquila ora ci sono – ha detto Renzi -. Il capo del governo ha spiegato di non aver voluto mettere piede in città, in precedenza, perché “non mi era chiaro lo scenario. “Sono appassionato di comunicazione – ha osservato il premier – ma credo che in questa fase bisogna e si può diventare attivi”. Per la ricostruzione dei Comuni del cratere sismico ci sono infatti a disposizione circa 6 miliardi di euro stanziati dal Cipe a ridosso della vigilia di Ferragosto. “No a comparsate, no ad annunci shock o mediatici, si’ a soluzioni di merito con discussioni aperte. I denari ora ci sono – ha rimarcato il presidente – ora bisogna fare di cassa. Preoccupiamoci di far partire tanti cantieri ma farli”. E su questo fronte Renzi ha proposto una verifica periodica sui luoghi di ristrutturazione per fare “un punto sistematico della situazione dando massima apertura e trasparenza. Ciò significa anche verificare passo dopo passo la situazione economica della provincia. Sull’argomento ricostruzione possiamo certamente contare – ha quindi rilevato Renzi – sulla tenacia di Paola De Micheli che sembra un’abruzzese più di un abruzzese vero”.

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