Costa dei Trabocchi, ancora un nulla di fatto

A Roma, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, la riunione tecnica per l’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica istitutivo del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, su proposta del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, d’intesa con la Regione Abruzzo, in attuazione dell’art. 8, comma 3, della legge 23 marzo 2001, n. 93.

All’incontro hanno partecipato il Dirigente del Servizio Ambiente e Territorio della segreteria della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Cosenza; il Coordinatore dell’Ufficio Dipartimento Amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Francesca Gagliarducci; i rappresentanti della Ragioneria Generale del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Ambiente; il Presidente della Regione Abruzzo  Luciano D’Alfonso; il Commissario per la istituzione del Parco, Giuseppe De Dominicis; il Presidente dell’Anci Abruzzo e Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna.

Dopo un ampio dibattito i convenuti si sono accordati su un rinvio a breve termine per dare modo alla Regione Abruzzo e al Commissario del Parco di fornire alle espressioni territoriali interessate la cartografia in formato digitale, così come richiesto espressamente dall’Anci, con un approfondimento di tutte le questioni emerse durante l’incontro.

 

Il Presidente D’Alfonso – ricordando che questa scommessa economica culturale e territoriale è stata concepita ab origine nella Regione – ha ribadito con forza: “Noi il parco lo vogliamo ma senza correre il rischio che ciò possa essere visto come un semplice adempimento burocratico. Non può non considerarsi che la regola, una volta stabilita, impatti sulla vita delle persone, degli amministratori locali e dei cittadini che devono viverla come una nuova opportunità. Il valore di questo lavoro è evidente e si sta producendo una grande operazione verità. Capisco le difficoltà – ha continuato il Presidente – che ha avuto De Dominicis poiché, come figura commissariale, non ha potuto disporre di una struttura ma ha potuto fare riferimento unicamente alla collaborazione esterna e sempre puntuale del Ministero dell’Ambiente. Il lavoro svolto dal Commissario è un  elemento che costituisce un punto fondamentale di certezza e di riferimento”.

Alla luce di queste considerazioni, D’Alfonso ha chiesto “un’ultima lettura responsabile che tenga conto di tre fattori: di un tempo congruo per la maturazione degli strumenti urbanistici ad oggi adottati rispetto al subentro delle norme di salvaguardia, tale da rappresentare una garanzia per le procedure richieste ai fini dell’approvazione definitiva dei piani territoriali in discorso. Alla luce della considerazione espressa, i previsti 36 mesi  risultano insufficienti; dei risultati di una riflessione con il Commissario in ordine al dato sui vincoli delle aree indicate come zone Due; dei porti di Vasto e di Ortona, configurati anche nel loro cammino futuro grazie nella piena vigenza dei piani regolatori portuali (per Vasto già approvato, per Ortona adottato e di prossima validazione da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici), individuati nel Masterplan per il Mezzogiorno del Governo Renzi”.

Infine il Presidente ha ringraziato Giuseppe De Dominicis per il lavoro svolto e si è complimentato “con chi ha prodotto l’atto ricognitivo dal quale emerge un silenzio di 7-8 anni. Tale silenzio toglie la parola a tante persone. Adesso ci siamo noi con determinazione a definire, nella forma più composta possibile, questa opportunità”.

“Finalmente un po’ di buon senso. Apprendiamo con piacere che la Conferenza Stato Regioni ha deciso di aggiornare la riunione di oggi per cercare maggior coinvolgimento possibile sulla proposta di perimetrazione del Parco della Costa Teatina”. E’ il commento dell’On.le Fabrizio Di Stefano, che aggiunge: “Riconosciamo che qualcuno, anche in Regione, in questo caso il Presidente, ha avuto più buon senso di un Commissario che evidentemente non ha compreso, che benché dotato di poteri straordinari, le scelte vanno comunque condivise con il territorio. E la voce del territorio sono i Sindaci che unanimamente, destra e sinistra hanno detto chiaramente che questo Parco non si deve fare. Indubbiamente, ancora una volta, il peso della voce forte delle organizzazioni di categorie agricole, insieme a quella autorevole di Confindustria, anche nazionale, hanno pesato in positivo. Più buonsenso significa più condivisione, più condivisione significa più democrazia”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *