Frode: sequestrati conti correnti, case e auto a cinesi

Frode fiscale. Questa l’accusa mossa dalla Guardia di Finanza a conclusione dell’operazione ‘Chinese Chain’, che ha portato alla denuncia di sette cinesi e al sequestro di 775mila euro tra conti correnti, gioielli, otto appartamenti e un Suv. I sequestri sono stati eseguiti ad Alba Adriatica, Corropoli e Nereto. Le fiamme gialle di Teramo hanno scompaginato vere e proprie scatole cinesi del subappalto che si concretizzavano con commesse affidate a sette ditte di abbigliamento. Scopo era conseguire sia un’ingente evasione di imposte che una concorrenza sleale attraverso l’acquisizione di commesse a basso prezzo.

L’indagine è stata condotta dal nucleo tributario della Finanza di Teramo, coordinata dal pm Davide Rosati. La Guardia di Finanza ha ottenuto un sequestro preventivo ai fini della confisca per equivalente di quasi 800mila euro. A capo della frode c’erano due coniugi cinesi, amministratori di fatto di tutte le ditte coinvolte, che prendevano commesse attraverso una ditta principale di Nereto per poi fittiziamente subappaltarle ad altre imprese cinesi, anche queste riconducibili ai coniugi, create solo per emettere fatture per operazioni inesistenti. In questa maniera si eludevano Iva ed altre imposte.

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