La Protezione Civile dell’ANA si esercita a Lanciano

di Antonio Di Nunzio

Nella sala dell’assemblea civica, alla presenza del sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, dell’assessore Antonio Di Naccio, di Nicola Cianci, Responsabile IV Raggruppamento, Antonio Ciallella Coordinatore Protezione Civile ANA Abruzzo, di Roberto Di Martino, capogruppo Ana Lanciano e Nicola Cotellessa, responsabile della Protezione Civile ANA Lanciano, è stata presentata oggi l’ esercitazione ‘ANXANUM 2015’ organizzata dal IV Raggruppamento di Protezione Civile dell’Associazione Nazionale Alpini in collaborazione con il Comune di Lanciano e con il Gruppo di Protezione Civile  dell’ANA ‘Maurizio Rosato’ di Lanciano, che si svolgerà nel capoluogo frentano dal 9 all’11 ottobre prossimi.

Da six.: Nicola Cotellessa, Antonio Ciallella e Nicola Cianci

Da six.: Nicola Cotellessa, Antonio Ciallella e Nicola Cianci

Per la prima volta dal 1996, anno in cui l’ANA tenne la prima esercitazione in Abruzzo, le operazioni si svolgono in una grande città ma con particolari caratteristiche. Gli interventi che terranno impegnati i circa 300 volontari che giungeranno nel capoluogo frentano dalle province di Chieti, L’Aquila, Pescara, Teramo, da Firenze, Latina, Bari e dal Molise, riguarderanno gli effetti di una scossa sismica di una intensità media (4.5 della scala Richter) ma con effetti rilevanti su fabbricati nel centro storico del capoluogo frentano. Tre giorni che, come ha sottolineato nel suo intervento il primo cittadino Pupillo, “saranno una preziosa occasione di formazione per i cittadini. Potremo valutare l’efficacia del nostro piano d’emergenza che avrà modo di essere adeguatamente pubblicizzato nella popolazione”.

Ed è proprio questa l’aspetto più significativo della manovre. Anche se Lanciano, come ha evidenziato l’assessore ai Lavori Pubblici e Patrimonio Immobiliare, Di Naccio “non ha anora un piano di evacuazione specifico. Per poterlo redigere c’è bisogno di un lavoro capillare, scientifico proprio per le caratteristiche urbanistiche della città antica. E’ evidente che per dotarsene occorre un investimento non di poco conto per il nostro ente”.

Nel corso dell’incontro con la stampa si è entrati nel dettaglio dell’esercitazione il cui programma è contenuto in un apposito opuscolo, presentato stamani e che verrà distribuito nei giorni delle manovre.

“S’inizierà venerdì mattina, 9 ottobre, alle 7, ora in cui si registrerà la scossa. Subito dopo verrà lanciato l’allarme alle nostre unità, che inizieranno a convogliare nell’area dell’ex ippodromo comunale, dove si procederà all’allestimento del campo accoglienza con tendopoli, sala mensa, cucina da campo, stazione per comunicazioni. I lancianesi, ovviamente, saranno allertati anticipatamente – ha spiegato Nicola Cianci -. Poi passeremo agli interventi previsti nelle scuole e in alcuni quartieri, dove procederemo a prestare soccorso a feriti e a procedere all’‘evacuazione di edifici pericolanti. Alle operazioni collaborerà la Croce Bianca, sezione di Lanciano. Abbiamo previsto anche un intervento per la tracimazione del fiume Sangro, che sarà l’occasione per far svolgere ai nostri volontari a un corso di salvataggio in caso di esondazioni di corsi d’acqua. Ci eserciteremo per attività antincendio e in una prova di guida fuoristrada su terreno accidentato”.

“La Protezione Civile dell’ANA ha compiuto significativi passi avanti. I suoi volontari, in questi anni, si sono formati ed hanno acquisito professionalità per poter affrontare le emergenze – ha tenuto a tenuto a precisare Antonio Ciallella -. E’ chiaro che per noi si tratta di tre giorni di lavoro, durante i quali si metteranno in campo le esperienze acquisite in missioni che abbiamo svolto in Italia e all’estero e che ci hanno permesso di diventare punto di riferimento della Regione Abruzzo. Non per nulla possiamo mettere a disposizione la nostra colonna mobile, fondamentale per il rapido intervento in caso di calamità”.

“Saranno interessati gli studenti, dai più piccoli delle elementari fino ai ragazzi degli istituti superiori. E‘ importante per noi coinvolgerli – ha spiegato Nicola Cotellessa – perché con loro potremo parlare di prevenzione e far toccare con mano la realtà di un campo d’accoglienza, con le sue caratteristiche e le attività che vi si svolgono in caso di emergenza”.

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