Estate Musicale Frentana: CdA straordinario per decidere o meno la continuazione dell’attività

La Regione dimentica l’Estate Musicale Frentana, ignora i 44 anni di attività dell’ente e la esclude dall’elenco delle istituzioni alle quali, in questi giorni, ha elargito contributi.

Così, giovedì 29 ottobre, alle ore 18, presso il Parco delle Arti Musicali, alla presenza delle autorità cittadine, è stato convocato d’urgenza il consiglio di amministrazione dell’associazione Amici della Musica Fedele Fenaroli, che deciderà la continuazione o meno dell’attività.

“E’ semplicemente vergognoso: questo per adoperare un termine il più dolce possibile, ma sarebbe più opportuno definire la decisione di escludere l’Estate Musicale Frentana dalla possibilità di salvezza, aggettivi come “maleodorante, abominevole ecc. ecc., per concludere che il tutto costituisce la degna dimostrazione della incapacità di capire l’importanza delle attività culturali da parte di questa massa di politicastri che ci ritroviamo in Regione e non solo”.

E’ questo il commento del socio fondatore e componente del CdA dell’associazione, a seguito della notizia del mancato sostegno all’EMF da parte della regione Abruzzo, nonostante le tante richieste.

“Sia ben chiaro – prosegue Fanci – che sono lieto del contributo, sia pur di gran lunga inferiore al necessario, concesso all’associazione culturale “Il Mastrogiurato”, così come lo sono per quello al Teatro Fenaroli, ma è mai possibile che una istituzione gloriosa non solo per Lanciano, ma per la cultura musicale nazionale, debba drasticamente interrompere la sua attività più che meritoria? “Un’attività pressocché unica, svolta disinteressatamente per 44 anni, che ha forgiato schiere di musicisti, che hanno distribuito in tutto il mondo la dolcezza delle note acquisita attraverso i corsi musicali internazionali estivi di Lanciano, ha formato e distribuito nel mondo tanti direttori delle orchestre più prestigiose dei 5 continenti. – commenta Franco Fanci – E’ mai possibile che certe decisioni debbano essere affidate a certa gente del tutto incapace di valutare serenamente e seriamente certi meriti, senza i condizionamenti di quella cosa schifosa a cui hanno ridotto la nobil arte della politica? Certamente è da ricordare il detto secondo cui “Ogni popolo ha il governo che merita”, ma questa volta si è davvero superato ogni limite della decenza. C’è solo da augurarsi che la città se ne ricordi al momento del voto e che, almeno in quella occasione, si sapranno mettere da parte i giochetti dettati dai politicanti di professione, per scegliere persone valide e non pupazzetti da strapazzo al servizio di interessi innominabili. O, forse, ci stiamo facendo il callo?  – conclude Fanci – Pensiamoci bene. Pensiamo a cosa lasciamo ai nostri figli. Forse possiamo ancora far qualcosa”.

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