Ombrina Mare: altro scontro tra sindaci e Nuovo Senso Civico

“Siamo assolutamente favorevoli alla istituzione di un’area marina protetta nel tratto di mare antistante la costa dei Comuni di San Vito Chietino e Rocca San Giovanni e lo abbiamo già ribadito in sede di audizione in commissione regionale. Tuttavia, non si può accettare che ora, a poche ore dalla conferenza dei servizi rinviata proprio grazie alle eccezioni da noi formulate, che potrebbe concedere il via libera definitivo a Ombrina Mare, ogni responsabilità in tal senso venga strumentalmente addossata proprio ai sindaci dei comuni che, per primi, hanno proposto già da tempo l’istituzione di un parco marino quale unico strumento giuridico per impedirne l’istallazione e che, senza soluzione di continuità, a differenza di altri che si sono limitati alle chiacchiere, si sono battuti in ogni sede sia politica, sia istituzionale, sia giudiziale (il T.A.R. del Lazio ha accolto proprio il ricorso dei nostri comuni e, proprio in questi giorni, i nostri legali stanno provvedendo a notificare il ricorso innanzi al T.A.R. Lazio contro il decreto interministeriale che ha dato il parere favorevole a Ombrina Mare”.

Lo affermano in una nota congiunta i primi cittadini di San Vito Chietino, Rocco Catenaro e di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito, intervenuto dopo le dichiarazioni del presidente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci, circa la possibile istituzione di un Parco Marino Regionale quale unica possibilità per bloccare l’insediamento di Ombrina Mare.

“La “sveglia” su questa vicenda, invece, dovrebbe essere data al sottosegretario Mazzocca, che nei suoi 18 mesi di assessorato all’ambiente avrebbe potuto e dovuto muoversi con largo anticipo e non attivarsi, in zona Cesarini, con una proposta di legge regionale che, tra l’altro, come tutti sanno, è palesemente incostituzionale, essendo la competenza a legiferare sul mare materia riservata in via esclusiva allo Stato come, purtroppo, proprio la storia di Ombrina insegna. Se Ombrina si farà la responsabilità è da attribuire al governo Prodi ed all’epoca Ministro dei Verdi Pecoraro Scanio, che concesse nel 2007 le autorizzazioni alla ricerca e prospezione, al governo Monti che, con il cosidetto Decreto Passera, ha fatto salvi i procedimenti in corso seppur riguardanti progetti ricompresi entro le 12 miglia dalla costa ed al governo Renzi che, con il cosiddetto decreto “sblocca Italia”, in vigore dal novembre 2014, ha dichiarato tali installazioni di ‘interesse strategico, di pubblica utilità ed indifferibili ed urgenti’. Continueremo a sostenere ogni iniziativa utile ad impedire questo scellerato progetto ma se Ombrina vedrà la luce i responsabili saranno altri, certamente non noi nè le nostre amministrazioni”.

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