Idrocarburi: la Conferenza delle Regioni vota compatto il ‘Manifesto di Termoli’

Sarà pubblicata sul BURAT la legge regionale del 14 ottobre 2015, n.29 recante sui  “Provvedimenti urgenti per la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema della costa abruzzese”. La norma è stata promulgata oggi dal vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli.

Sempre oggi, si è tenuta la Conferenza delle Regioni, che ha approvato all’unanimità il documento sottoscritto il 24 luglio scorso, a Termoli, dai rappresentanti di sei Regioni italiane, riunitisi appositamente per condividere una visione ed una politica comuni sul tema della ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare.

Il cosiddetto ‘Manifesto di Termoli’, che stabilì un indirizzo strategico comune, dal quale è scaturita una serrata attività politica che è andata dal concordamento dei testi dei quesiti referendari il 18 settembre scorso a Bari in occasione della ‘Fiera del Levante’, alla  materiale sottoscrizione (il 30 settembre 2015, da 10 Regioni) della relativa richiesta di Referendum abrogativo delle norme che consentono e facilitano la ricerca e le estrazioni di petrolio sia in mare che sulla terraferma, si articolò su sette punti. Cioé: condivisa preoccupazione per lo sviluppo incontrollato di attività estrattive in zone costiere oltre che di pregio storico e naturalistico; mantenimento in capo Comunità regionali della prerogativa di elaborare le scelte di protezione e valorizzazione delle proprie coste e del mare, da intendersi beni comuni e irrinunciabili; necessità del graduale superamento della attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi in quanto basata sul consumo di fonti energetiche fossili, e contestuale progressivo ricorso a fonti energetiche alternative e rinnovabili; ineludibilità della concertazione con le Comunità regionali del mantenimento di attività estrattive nei tratti di mare prospicienti le coste, elevando il tema ad una più consona dimensione europea; urgenza di una Cabina di Regia nazionale fra Regioni costiere e competenti organi dello Stato, che elabori scelte condivise sulle aree nelle quali avviare o mantenere attività estrattive; centralità della via della condivisione e del dialogo con l’amministrazione centrale e richiesta ed al Governo dell’immediata apertura di un tavolo di confronto di caratura stabile e duratura; ricorso a tutti i mezzi (strumento referendario incluso) previsti o consentiti dell’ordinamento italiano, europeo ed internazionale, qualora non si consentano forme di condivisione e di dialogo.
Oggi l’approvazione all’unanimità della Conferenza delle Regioni. Per l’Abruzzo presente il Sottosegretario all’Ambiente Mario Mazzocca.

“E’ un ulteriore importante accadimento – commenta il Sottosegretario – con cui il Governo dovrà confrontarsi. Se il documento di Termoli poteva essere interpretato come una manifestazione di volontà di una parte dell’Italia, con la sottoscrizione dei referendum e l’odierna unanime validazione da parte della Conferenza delle Regioni riteniamo che si sia in presenza di un fatto politico dirompente e dirimente, con il quale il Governo centrale dovrà necessariamente fare i conti. Siamo consci – conclude Mario Mazzocca – che l’obiettivo, pur se avvicinatosi progressivamente soprattutto negli ultimi mesi, non è stato ancora raggiunto; non un punto di arrivo, dunque, ma un’ulteriore importante stazione intermedia lungo l’accidentato percorso del perseguimento di un modello di sviluppo finalmente e fattivamente improntato a criteri di reale sostenibilità. Un modello che oggi non è più solo dell’Abruzzo e di qualche altra Regione meridionale, ma dell’intera comunità nazionale”.

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