Trivellatori idrocarburi in mare: emendamento li salva dall’inquinamento

L’allarme lo lanciano Gianluca Castaldi, capogruppo M5S al Senato e Gianni Girotto, capogruppo M5S alla X Commissione Industria Senato. Il pericolo riguarda l’Adriatico. In sostanza, la maggioranza, dietro il collegato ambiente, per i due esponente pentastellati, cela l’ennesimo regalo ai trivellatori di idrocarburi in mare.

“L’agguato – spiegano – è pronto in un emendamento presentato a nome del Relatore del provvedimento Vaccari nel quale è inserita la soppressione della norma che prevede una sanzione nei confronti di “chiunque avvii la produzione di un impianto per operazioni in mare nel settore degli idrocarburi in carenza delle prescrizioni sancite ai sensi della direttiva 2013/30/UE. Nel caso la proposta di Vaccari venisse sostenuta dall’aula del Senato – denunciano i senatori del M5S -, le compagnie petrolifere non verrebbero più punite con la reclusione come attualmente prevede il testo approdato all’esame dell’aula e quindi sarebbero libere di aggirare le prescrizioni fondamentali per la tutela e la salvaguardia del mare. Ricordiamo che la direttiva, proposta della Commissione europea a seguito dell’incidente nel Golfo del Messico, ha l’obiettivo di fissare elevati standard minimi di sicurezza per la prospezione, la ricerca e la produzione di idrocarburi in mare aperto, riducendo le probabilità di accadimento di incidenti gravi, limitandone le conseguenze e aumentando, così, nel contempo, la protezione dell’ambiente marino. Nei mesi scorsi concludono i senatori, nella discussione in Commissione Industria sullo  schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva in questione avevamo già segnalato come il testo contenesse un recepimento del tutto parziale, scorretto e deviante della normativa comunitaria, con la omissione di  parti  fondamentali  delle  disposizioni europee; parziale nella sostanza, perché ancora una volta il Governo (come già con l’art. 38 del cosiddetto decreto- legge  Sblocca  Italia,  decreto-legge n. 133 del 2014,  convertito  nella  legge n. 164 del 2014)  sceglieva  di  far  prevalere  gli interessi dei petrolieri, che nel nostro Paese godono di una situazione di grande privilegio, su quelli dei cittadini relativamente alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente. Qualora passasse questo emendamento si rischia di compromettere non solo l’ambiente marino ma migliaia di attività nel settore del turismo e della pesca che grazie a questa importante risorsa riescono a produrre economia nel territorio”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *