Giustizia: l’ANM lancia l’allarme sulle carenze nei tribunali

Soltanto alcuni giorni fa, dopo L’Aquila, Vasto e Avezzano, a Lanciano dal presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, dal presidente del Tribunale Maria Gilda Brindesi e dal procuratore capo Francesco Menditto, sono stati sottoscritti i protocolli d’intesa per aprire la strada ai dipendenti della Regione Abruzzo che potranno chiedere di essere impiegati, facendo ricorso alla mobilità volontaria, negli uffici giudiziari della città frentana, per un massimo di 6 mesi, rinnovabili. Una soluzione non di poco conto per accelerare le risposte che la Giustizia deve dare ai cittadini. Tanto più che oggi, al teatro Petruzzelli di Bari, il presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, Rodolfo Sabelli, aprendo i lavori del 32esimo congresso dell’ANM ha parlato di situazione “non più sostenibile” di “gravi carenze” negli organici del personale di cancelleria, “che toccano punte del 70% di scopertura effettiva. Ciò determina disfunzioni intollerabili nell’attività di ufficio e di udienza, destinate ad aumentare per effetto dei maggiori adempimenti previsti dalle riforme”. Inoltre, “massima cura dovrà essere prestata dal Ministero della Giustizia – afferma il leader del sindacato delle toghe – affinché il nuovo regime previsto per la manutenzione degli uffici giudiziari non determini lo scadimento dei luoghi di lavoro e delle condizioni di sicurezza, i cui limiti sono stati resi drammaticamente evidenti dai tragici fatti del tribunale di Milano”.

Quanto alla produttività dei magistrati, i dati “ricavati da ben noti studi europei, valgono a dissipare il dubbio che le disfunzioni del sistema giustizia possano dipendere dall’impegno della magistratura, giunta ai limiti delle proprie possibilità. L’origine di quelle disfunzioni – conclude Sabelli – va individuata piuttosto nell’entità dei carichi di lavoro, fra i più alti in Europa e sproporzionati rispetto alle capacità di assorbimento degli uffici”.

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