Trivellazioni in Adriatico, smentita sul ‘no’ della Croazia

A chi credere? L’interrogativo sorge nel momento in cui la battaglia contro le trivellazioni in Adriatico si fa più intensa e decisiva. La posta in gioco non è certo di poco conto. Chiaro che se arriva la notizia che la Croazia ‘ha sospeso i progetti per le piattaforme per la ricerca del petrolio’ nella costa di competenza, rafforza notevolmente l’azione di cittadini, associazioni ambientaliste e di qualche forza politica per dire no alle perforazioni e alle installazioni. D’altro canto, sull’altra sponda dell’Adriatico non è che gli interlocutori in questi anni siano stati tutti così chiari e decisi. La notizia, quindi, data dal delegato dell’Ambasciata croata in Italia, Lilija Zelalic, durante il Convegno sulla Macroregione Adriatico Ionica del 28 Ottobre, ha rassicurato tanti. Poche ore dopo, però, è giunta nelle redazioni dei giornali una nota della Federpetroli con la quale, di fatto, si smentisce tutto. “In riferimento ad una sospensione di progetti per la ricerca di idrocarburi nel Mare Adriatico – si legge -, da una verifica presso le autorità competenti della Croazia non si riscontra alcuna conferma ufficiale di quanto affermato dal delegato”.

Poche righe che sono bastate a creare di nuovo confusione e più d’una perplessità. Chi dice la verità?

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