Pescara, un arresto per rapina. Deve scontare pena per spaccio, fermato a Vasto

La Polizia di Stato di Pescara ha arrestato Cristiano Bucci, classe’75, romano, pregiudicato, per il reato di rapina aggravata. Il personale del Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo di Pescara, diretto dal V.Q.A. della Polizia di Stato Dott.ssa Laura Pratesi, impiegato in un servizio coordinato di controllo del territorio ad ampio raggio, in diversi settori dell’ambito cittadino, nonchè nei quartieri Rancitelli, Fontanelle e San Donato, a seguito di segnalazione giunta alla Sala Operativa “113”, interveniva tempestivamente in questa via Nazionale Adriatica nr. 157 presso la farmacia denominata “Perbellini”, in relazione ad una rapina consumata da parte di un individuo armato di coltello, giunto in loco ed allontanatosi a piedi. Gli operatori, prendevano visione delle immagini acquisite dal sistema di videosorveglianza al fine di proseguire nell’immediatezza con la più proficua attività di rintraccio. Le immagini del rapinatore venivano subito diffuse a tutti gli equipaggi Volanti e ulteriori delle forze dell’ordine operativi sul territorio, e già attivi per la ricerca del malavitoso. Uno degli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine Abruzzo di Pescara,  avvistava in questa via Tavo un individuo che corrispondeva nell’abbigliamento all’autore della rapina, che stava scendendo da un taxi. L’uomo, alla vista degli agenti, tentava di eludere il controllo accelerando il passo, ma tempestivamente e con prontezza veniva fermato ed identificato. Gli agenti effettuavano una perquisizione personale dalla quale si rinveniva una dose di eroina del peso di gr. 1 e due di cocaina del peso rispettivamente di 0,6 e 0,9 gr., nonché la somma di euro 228,45; il tutto veniva debitamente sequestrato. La persona fermata veniva condotta in Questura per il seguito di procedure e accertamenti del caso, sussistendo gravi indizi di colpevolezza in ordine al fatto delittuoso occorso. Subito dopo il Bucci decideva spontaneamente di collaborare e riferiva di essere l’autore della rapina, indicando pure l’indirizzo ove aveva lasciato il coltello e il giubbotto, che gli operatori recuperavano presso l’abitazione di un noto pregiudicato. Venivano pertanto rinvenuti e sequestrati un coltello della lunghezza totale di circa 28 cm. ed il giubbotto indossato dal rapinatore, corrispondente alle immagini estrapolate dal sistema di videosorveglianza della farmacia. L’arrestato, dopo le formalità di rito, veniva accompagnato presso la locale Casa Circondariale. La dinamica dei fatti esposti pone in evidenza la prontezza e la preparazione degli operatori di polizia che hanno gestito la segnalazione e gli interventi operativi, nonchè l’efficienza del dispositivo di controllo del territorio in ambito cittadino e la rilevanza delle segnalazioni tempestive dei cittadini circa fatti sospetti o criticità in atto, che accrescono le possibilità per le forze dell’ordine di intervenire nel più breve tempo possibile, ed individuare persone potenzialmente in procinto di compiere, che stanno compiendo o che hanno appena compiuto reati o fatti criminosi in genere.

A Vasto, personale della Polizia, in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza di L’Aquila, ha proceduto a sottoporre alla misura della detenzione domiciliare un noto pregiudicato vastese, P. M. di anni 62, per provvedimento di esecuzione di pene concorrenti. L’uomo è stato condannato con sentenza definitiva poiché ritenuto responsabile del reato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, commesso in Vasto nel 2005. In particolare, durante un servizio mirato alla repressione dei reati relativi allo spaccio delle sostanze stupefacenti, la Polizia aveva rinvenuto all’interno di un locale, gestito dall’indagato, due tubi metallici abilmente occultati dietro il motore dell’erogatore della birra, contenenti circa 16 dosi di stupefacente del tipo cocaina, pronte per essere spacciate. P. M. dovrà scontare la pena di 2 anni, 3 mesi e 14 giorni di reclusione, da eseguirsi in regime di detenzione domiciliare. All’indagato sono stati, altresì, imposti l’obbligo di non allontanarsi dall’abitazione senza l’autorizzazione del Magistrato di Sorveglianza ed i divieti di incontri e contatti telefonici con soggetti diversi dai familiari conviventi, di detenzione di sostanze stupefacenti o armi e di frequentare persone pregiudicate e tossicodipendenti.

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