Vasto: coltivano piantagione di canapa indiana, tre arresti

Tre arresti per coltivazione di sostanze stupefacenti. Questo il bilancio di una operazione portata a termine dagli agenti della Squadra Anticrimine del Commissariato di Vasto.

Gli agenti, dopo una lunga e mirata attività investigativa, hanno individuato nelle campagne di San Salvo, in un terreno nascosto da numerose colture di uliveti, pescheti e vigneti e circoscritto da un fitto canneto, una vasta coltivazione di canapa indiana. Le indagini sono iniziate nello scorso mese di agosto a seguito di numerose segnalazioni circa la presunta vendita illecita di sostanze stupefacenti, del tipo marijuana, in un negozio, specializzato per la vendita di semi nel centro di Vasto. L’esercizio commerciale era gestito da un pluripregiudicato, identificato per Donato Colombaro Donato sottoposto all’affidamento in prova ai servizi sociali, anche se la titolare era la sorella di lui.

La Polizia decideva di seguirne i movimenti appurando che, in diverse occasioni, l’uomo era solito recarsi proprio nell’appezzamento di terreno sito nella zona industriale di San Salvo. Dopo una serie di servizi di osservazione emergeva che il terreno in questione, intestato ad alcuni parenti dell’uomo, assolutamente ignari dell’attività delittuosa, era utilizzato per la coltivazione di piante di canapa indiana. Nelle adiacenze veniva scoperto anche un casolare agricolo dove, nel corso degli appostamenti, erano stati avvistati altri due uomini che, sistematicamente, si recavano sul posto per accudire la piantagione. Poiché il luogo non consentiva di osservare al meglio l’atteggiamento dei rei, gli operatori installavano una telecamera, opportunamente nascosta tra la vegetazione.

Le immagini successivamente estrapolate immortalavano, in giorni diversi, oltre al Colombaro, altri due uomini che, in maniera programmata e costante, irrigavano con cura tutta la piantagione, composta da ben 100 piante di marijuana. Entrambi gli uomini, identificati per M.N. di anni 49 e F.G. di 41, risultavano essere cognati del Colombaro.

Nel mese di settembre scorso, dopo un’intensa e minuziosa indagine, si procedeva al sequestro preventivo del terreno agricolo, della strumentazione utilizzata per l’essiccazione, il trattamento e la preparazione dello stupefacente destinato allo spaccio, rinvenuta nel casolare utilizzato come laboratorio e pertanto si procedeva alle perquisizioni, su delega dell’autorità giudiziaria, a carico degli indagati. Le piante, alte quasi due metri, sequestrate, estirpate e campionate per gli opportuni esami chimici, per un peso complessivo di 300 kg., risultavano essere giunte alla massima crescita e maturazione delle infiorescenze.

Le analisi di laboratorio effettuate dall’A.R.T.A. dell’Aquila, il cui personale effettuava la campionatura in occasione del sequestro della piantagione, hanno evidenziato un considerevole principio attivo e considerata, sia la qualità che la quantità dello stupefacente, la cessione al dettaglio della sostanza stupefacente avrebbe fruttato circa 50.000 dosi, per un valore di circa 400/500.000 euro. Le piante di marijuana saranno ora destinate alla distruzione.

I tre sono ritenuti responsabili di illecita coltivazione di sostanze stupefacenti finalizzata al traffico. Colombaro, di anni 33, pluripregiudicato, per reati specifici inerente la detenzione ai fini di spaccio, nonostante sottoposto alla misura dell’affidamento in prova, continuando a svolgere attività delittuosa è stato tratto in arresto e condotto presso la locale Casa Circondariale. Gli altri due rei, incensurati, sono stati sottoposti alla misura della detenzione domiciliare.

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