Rapinarono un tassista: due arresti a Pescara

Questa mattina, la Squadra Mobile di Pescara ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari, Maria Michela Di Fine, su richiesta del P. M.. Gennaro Varone, nei confronti dei pregiudicati Andrea Sborgia, del ‘75 e Massimo Rendine, del ‘74 entrambi pescaresi indagati per i reati di rapina aggravata, lesioni ed utilizzo fraudolento di carta di credito.

Questi i fatti: nella notte del 29 gennaio scorso, un tassista che aveva risposto ad una chiamata del servizio Radiotaxi, giunto nella zona industriale di Pescara, in prossimità della via Tiburtina, faceva salire a bordo i due uomini che avevano effettuato la chiamata. Il fatto che uno dei due avesse il volto ben coperto con un passamontagna, non destava sospetti, vista la temperatura particolarmente fredda di quel giorno.

Mentre il cliente con il passamontagna si sedeva sul sedile vicino al guidatore, l’altro prendeva posto dietro. Dopo pochi minuti, il passeggero seduto sul sedile anteriore chiedeva al tassista di accostarsi. A quel punto questi veniva colpito con ripetuti pugni al volto, ferito con un coltello all’addome e ad una gamba, quindi rapinato di 170 euro in contanti, una carta bancomat, un telefono mobile ed un navigatore satellitare. Successivamente, i due malviventi prelevavano abusivamente presso uno sportello bancomat la somma di 500 euro utilizzando la carta rapinata poco prima. A causa della suddetta aggressione il tassista riportava una prognosi di giorni 15.

A seguito dell’efferato episodio veniva avviata un’accurata attività investigativa da parte della locale Squadra Mobile, sulla base dei pochi elementi a disposizione. Determinante si rivelava l’analisi di numerosi tabulati telefonici, partendo dal numero da cui era partita la chiamata al radiotaxi e la visione delle immagini registrate dalla telecamera di sorveglianza della banca dove erano stati effettuati i prelievi di denaro.

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