TUA, i sindacati continuano a tenere la voce grossa con la Regione

Dopo una prolungata attività di trattativa seria, convinta, motivata, per certi versi anche estenuante che ha prodotto un risultato brillante: la nascita dell’azienda unica e la firma del contratto di secondo livello di TUA, tutto potevamo aspettarci fuorché di assistere ad una lite tra minoranza e maggioranza”.

Quella di Rolandi della FILT CGIL, Di Naccio della FIT CISL, Murinni della UIL TRASPORTI, e Lizzi della FAISA CISAL è l’amara constatazione di una situazione di stallo che sta vivendo la nuova azienda di trasporto pubblico regionale e, soprattutto, le difficoltà dinanzi alle quali si sono venuti a trovare i dipendenti, speranzosi d’essere riusciti a dare il proprio contributo per il cambiamento nella mobilità abruzzese.

Come tutti ormai ben sanno, le nostre organizzazioni si sono impegnate negli ultimi sei anni perché si procedesse nella creazione di un’azienda unica per il TPL. Non era infatti procrastinabile la situazione che vedeva insistere in Abruzzo tre società pubbliche, tutte della Regione, che operavano anche in concorrenza tra loro con evidenti costi ed influenze politiche spesso scellerate nelle scelte industriali. Un’intera legislatura nonostante due leggi regionali non è stata sufficiente nemmeno per avviare il necessario processo di riordino. Nemmeno la difficile situazione economica di Arpa, conseguenza di investimenti operati senza copertura finanziaria e di servizi erogati senza contribuzione, ha mosso le coscienze di chi aveva titolo e competenza per agire. Si è preferito far scorrere infruttuosamente le pagine del calendario, tranquillizando gli animi e mentendo spudoratamente rispetto alle reali situazioni finanziarie; promettendo persino un tesoretto risolutore da 20 milioni di euro poi, ahi noi, risultato inesistente. Così, con il cambio di legislatura, si è dovuto letteralmente “correre” ai ripari sia da un punto di vista di adozione dei provvedimenti che in ordine al tempo impiegato/disponibile. TUA – ricordano i segretari regionali di FILT CGIL, FIT CISL, UIL TRASPORTI e FAISA CISAL -, è nata per queste ragioni non in un contesto di tranquillità, ove ogni azione di  programmazione potesse essere pensata, riflettuta, discussa, ma in un vero e proprio contesto di emergenza. Lo stesso processo di “fusione per incorporazione” si è rivelato l’unico strumento atto ad assicurare: il salvataggio delle tre aziende regionali; la creazione dell’azienda unica; un risparmio significativo di risorse economiche; un tempo celere nella definizione dell’operazione. Ci era stato assicurato che con l’approdo all’azienda unica si sarebbe anche da subito riaperto un rapporto con gli istituti di credito per dare stabilità economica alla nuova società e spalmare il “rientro dai debiti” in un arco temporale tale da essere conseguentemente sopportabile. Invece, a distanza di mesi dalla avvenuta fusione, ed a un anno dall’inizio del procedimento, la situazione economico finanziaria è ancora immutata. Ritardi con cui il governo centrale trasferisce le risorse alle Regioni sta adesso determinando il grave ritardo con cui Regione Abruzzo eroga le contribuzioni quadrimestrali alle società di TPL. Certo le motivazioni per fornire giustificazioni ci sono tutte ma ai dipendenti delle società pubblica e private che hanno fatto il loro dovere poco aiutano le giustificazioni o i trasferimenti di responsabilità quando si trovano ad avere difficoltà nelle proprie case per non aver riscosso il salario mensile. Dopo la nostra richiesta di urgente convocazione alla Regione è giunta la notizia che la Regione stessa provvederà ad anticipare le risorse necessarie per l’erogazione delle retribuzioni ed è stato fissato un incontro per lunedì prossimo presso la sede di viale Bovio a Pescara con il Consigliere Delegato Camillo D’Alessandro.

Intanto nell’azienda TUA si vive in un clima di totale disorientamento con una dirigenza che ha innescato una interminabile melina su tutte le partite aperte senza che nessuno provveda a scuoterne gli animi ed a risolverne le invidie interpersonali tra gli stessi dirigenti divenute ormai di pubblico dominio. Nemmeno le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione producono effetti visto che ad esempio il bando per la ricerca del nuovo direttore generale non è stato ancora nemmeno pubblicato con le ovvie ripercussioni sull’organizzazione aziendale che vede permanere ancora quella delle tre aziende originarie con tutte le diseconomie del caso. Si nicchia persino sulla stessa applicazione delle soluzioni di risparmio offerte dal nuovo contratto e sulla cancellazione delle corse non contribuite con l’adozione di un necessario riordino dei programmi di esercizio. Insomma, ci troviamo a segnalare una situazione paradossale che, se da un lato ha registrato un provvidenziale impulso con il cambio del governo regionale, oggi si trova impantanata da una strategia permeata di immobilismo che se non fosse strategia, sarebbe solo pura incapacità e la  seconda ipotesi ci spaventa più della prima. Ecco, spiegato quindi il perché Organizzazioni Sindacali che tanto si sono spese per la creazione dell’azienda unica, ed altrettanto per la stipula di un accordo “responsabile”, si trovano oggi ad alzare la voce – concludono     Rolandi, Di Naccio, Murinni e  Lizzi -. L’obiettivo è aiutare la Regione Abruzzo a dotarsi di un’azienda efficiente che sia una risorsa e non un peso per la collettività, che trasporti gli abruzzesi in totale sicurezza e tempestività, che offra alle imprese un servizio di approvvigionamento dei materiali e di spedizione delle produzioni a basso costo ed in totale affidabilità. Il nostro obiettivo è fornire alla politica ed alla Presidenza di TUA ulteriore forza per rimuovere situazioni non più consentite ed avere il coraggio di proseguire nelle scelte. Per questo, nessuno può sentirsi titolato a strumentalizzare, ed ognuno è tenuto a contribuire”.

Pronta la replica della Regione. “Di male in peggio. A volte sono i commenti del tipo “al lupo al lupo” delle organizzazioni sindacali regionali che, invece di condividere la necessità di spiegare le enormi difficoltà ereditate, superate e non ancora risolte, ritengono di dover alzare la tensione dei lavoratori a mio giudizio inutilmente, in modo dannoso e soprattutto strumentale, di cui non si comprendono fino in fondo le ragioni della strategia – afferma il Consigliere regionale Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale, delegato ai Trasporti, in merito alla polemiche dei sindacati sulla gestione di Tua – Come sempre non mi esalto con i giudizi positivi né mi faccio impressionare dai giudizi negativi. Per essere chiari: in un anno e qualche mese abbiamo fatto la legge, la società unica, la ristrutturazione finanziaria e il nuovo contratto. Abbiamo fatto tutto insieme alle organizzazioni sindacali ma siamo andati avanti anche di fronte a scioperi e contrapposizioni legittime. Ciò che prevaleva e prevale è garantire il diritto al futuro del trasporto pubblico locale. L’immobilismo che ho visto io, non certo quello denunciato dai sindacati, è fatto di una storia lunga e ricca di connivenze che hanno portato sull’orlo del burrone il sistema societario pubblico del trasporto locale. Abbiamo fatto in pochi mesi ciò che non si è fatto in 20 anni. Lunedì riprenderemo il confronto con i sindacati sapendo – conclude D’Alessandro – che l’agenda la detta la Regione nel confronto con le parti, non il contrario”.  

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