Nuovi particolari sulla tragica morte di Giulia Di Sabatino

Si infittisce il giallo sulla tragica scomparsa di Giulia Di Sabatino, la ragazza di Tortoreto Alta, morta in circostanze ancora misteriose nel giorno del suo compleanno, nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre scorsi. Il corpo della giovane, dilaniato, fu ritrovato da alcuni addetti alla manutenzione stradale sulla corsia nord della A14, sotto un viadotto in territorio di Mosciano. Nella puntata di stasera di Chi l’ha visto?, ospiti della conduttrice Federica Sciarelli, i genitori di Giulia, Luciano e Mari, e una cugina della giovane. E veniamo alle novità. Nel corso della trasmissione, sono state mandate in onda delle foto, messe a disposizione dalla mamma, scattate un anno e mezzo prima, quando la figlia dovette far ricorso alle cure del pronto soccorso per alcuni graffi su una guancia e sul collo. Mari ha spiegato che quelle ferite sarebbero state provocate a Giulia perché qualcuno che frequentava voleva convincerla a bere e, probabilmente, perché assumesse sostanze stupefacenti. Non solo. In un’altra occasione, con una sigaretta, le fu provocata una bruciatura su una mano. Ci sarebbe anche un video, che conferma quanto raccontato in trasmissione da mamma Mari.

“Dissi a Giulia, allora minorenne, che dovevamo denunciare quelle persone. Ma lei non volle. Mi disse di non farlo perché era meglio per tutti. Oggi sono qui a chiedermi cosa sia accaduto alla mia piccola. Se non le avessi dato ascolto…”

Un racconto che apre una nuova e inaspettata finestra sul caso. E lo complica. C’è da scavare, e non poco, tra amici e conoscenti della ragazza che, se non fosse morta, avrebbe dovuto raggiungere la sorella a Londra.  Aveva in mente tanti progetti, non certo quello di togliersi la vita.

I genitori della ragazza, e non solo loro, non hanno mai creduto al suicidio e ritengono che la figlia sia stata gettata da quel viadotto. E dai particolari che man mano si mettono insieme, la  ricostruzione sulla vita della giovane e sulle sue frequentazoni, è più di un sospetto.

Tasselli che vanno ad aggiungersi a quel che è già noto. Quel 31 agosto Giulia è arrivata nei pressi del viadotto dopo aver chiesto un passaggio a 42enne, ora indagato per istigazione al suicidio. L’uomo, intervistato sempre da Chi l’ha visto?, ha confermato la circostanza e ha ribadito d’aver lasciato la giovane 50 metri prima del cavalcavia. Poi ha fatto ritorno in auto a Tortoreto. “E’ tardi, devo tornare a casa altrimenti mia madre si preoccupa – gli disse Giulia pur di strappargli il breve viaggio.

Ridanno anche i tempi. Sono fissati dalle poche e note immagini di una telecamera di sicurezza posta all’esterno di una villa, che inquadrano Giulia verso le ore 23, mentre la ragazza, a passo veloce, percorre una delle strade di Tortoreto. Giulia ha fretta. E che l’avesse anche la circostanza che dopo essere tornata a casa dal lavoro in un ristorante del suo paese, si è  cambiata ed è uscita di nuovo, lasciando stranamente tutti gli oggetti personali: borsa, soldi e soprattutto il cellulare, cosa inusuale per qualunque dei nostri giovani.

Il passaggio in auto avviene poco dopo. Un testimone, verso la mezzanotte, l’ha vista mentre parlava con qualcuno che era alla guida di una Fiat Panda rossa, proprio sul viadotto. Lei era fuori dall’abitacolo, per strada, mentre il conducente la teneva per un braccio e cercava di spingerla dentro.

Da quel momento il buio e un buco di almeno 4-5 ore dall’ultimo avvistamento al ritrovamento del cadavere. Gli inquirenti, infatti, come è stato detto sempre stasera a Chi l’ha visto? sono riusciti a risalire ai conducenti dei mezzi pesanti che dalle ore 24 del 31 agosto alle 5,30 del mattino del 1° settembre, hanno percorso in direzione nord la A14, passando appunto sotto il cavalcavia a Mosciano. Ebbene, gli investigatori sono riusciti a risalire all’autista di un tir che ha confermato d’aver notato all’alba del primo giorno dello scorso mese di settembre scorso, sulla corsia d’emergenza, quel che sembrava essere un animale morto. Prima, però, nessun camionista ha notato che in quel punto vi fosse il corpo della ragazza. Dunque, qualcosa è accaduto prima. D’altro canto anche i Ris dei carabinieri di Roma, come si sa, hanno isolato un’impronta della scarpa da tennis compatibile con quella indossata dalla ragazza, sulla rete di protezione del cavalcavia, come se fosse salita lì per poi gettarsi. Ma la suola presenterebbe anche tracce di calce, come se fosse stata in un cantiere. Ed infatti vicino al cavalcavia esiste un’area in costruzione.

Cosa è accaduto allora a Giulia e in compagnia di chi era in quelle ore? Chi era alla guida della Panda?

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