Operazione dei carabinieri di Pescara: nove arresti

Operazione dei carabinieri di Pescara contro i furti e lo spaccio di droga. Il blitz degli uomini dell’Arma ha portato all’arresto di nove persone, tutte con precedenti penali, appartenenti ad gruppo composto da romeni e un albanese. Dalle indagini sarebbe emerso che i fermati sono i responsabili di furti aggravati e ricettazione, traffico di sostanze stupefacenti. La banda avrebbe commesso colpi di casseforti ai danni di esercizi commerciali, gioiellerie e abitazioni e razzie di autovetture usate poi per la commissione di altri reati. I nove, 8 rumeni e un albanese,  sarebbero accusati anche di traffico di sostanze stupefacenti dalla Puglia e spacciate a Pescara e Romania.

I carabinieri hanno smantellato l’organizzazione dopo che era stata avviata un’indagine, dai militari della Compagnia di Popoli e sviluppata dal Nucleo Investigativo ininterrottamente dal mese di ottobre 2014. La base operativa del gruppo Pescara, da dove venivano organizzato raid per furti ai danni di molteplici obiettivi dislocati in 15 province italiane del Centro Nord Italia (oltre alle 4 provincie abruzzesi sono stati riscontrati furti a Mantova, Varese, Campobasso, Terni, Rieti, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Verona, Pavia, Treviso). La banda agiva secondo un consolidato modus operandi contraddistinto da una particolare scaltrezza delinquenziale sia nel portare a termine le azioni delittuose (solamente 4 minuti per impossessarsi di una cassaforte da un supermercato) sia per i numerosi tentativi di eludere i controlli delle forze di polizia. I particolari sono stati resi in conferenza stampa dal colonnello Giovanni Di Niso, il maggiore Massimiliano Di Pietro, il comandate provinciale dei carabinieri Paolo Piccinelli e dal capitano Antonio Di Cristofaro.

Tra gli arrestati, le figure di maggior spessore delinquenziale sono Gheorghe Negoita e Florin Petrica, ritenuti dagli investigatori i veri ideatori, promotori ed organizzatori dei furti. Le indagini hanno portato alla luce anche il ruolo attivo svolto dalle compagne di alcuni degli indagati, impegnate con funzioni di “vedette” presso le rispettive abitazioni, per la ricettazione degli oggetti rubati e per un supporto logistico ai piani dell’organizzazione. Nel corso dell’attività, inoltre, è stato interrotto un filone di spaccio di sostanze stupefacenti alimentato dall’attività di altri connazionali rumeni, costituenti un autonomo gruppo delinquenziale.

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