Ombrina Mare probabilmente non si farà

La piattaforma “Ombrina mare” e altri impianti di estrazione petrolifera potranno essere installate nell’Adriatico, ma ad una distanza di oltre 12 miglia dalla costa. Con un emendamento presentato dal Governo alla legge di stabilità viene pertanto ripristinato tale limite per le trivelle, segnando un primo successo nella lotta alla deriva petrolifera in Italia. Nel caso specifico, salvaguarda le coste dell’Abruzzo e del Molise, due regioni dove, negli ultimi mesi, sono state molteplici le iniziative di protesta contro il progetto di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi della società Rockhopper. Il testo introdotto ferma quindi l’impianto di Ombrina mare, previsto al largo delle coste abruzzesi e da anni al centro di proteste e mobilitazioni popolari in tutta la regione e in Molise. Le associazioni che per anni si sono battute per tutelare le coste annunciano che la lotta continuerà anche per i progetti collegati agli idrocarburi fuori le 12 miglia e in terraferma, visto che tutti gli scienziati considerano ormai indispensabile lasciare gli idrocarburi nel sottosuolo e attendono gli esiti del confronto parlamentare, comunque pronte ad ulteriori mobilitazioni. Nei mesi scorsi diverse manifestazioni di piazza avevano sollecitato il Governo a tornare sui propri passi in tema di trivelle. A Lanciano in 60mila avevano marciato in corteo, in tanti hanno protestato all’Aquila durante la visita del Presidente del Consiglio Renzi ad agosto, a Roma in centinaia, compresi esponenti di enti locali, avevano sfilato a novembre sotto al Ministero durante una riunione della Conferenza dei servizi poi rinviata. Con il nuovo emendamento viene quindi decretato l’affondamento definitivo di “Ombrina mare”, dando così più serenità a turisti e vacanzieri, ma soprattutto alla popolazione che abita lungo le coste dell’Adriatico. 

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