Nas in azione in Abruzzo: 10 tonnellate di alimenti sequestrati

I carabinieri del Nas di Pescara, diretti dal capitano Domenico Candelli, hanno sequestrato oltre 10 tonnellate di alimenti. Le ispezioni hanno riguardato tutto il territorio regionale. Nello specifico, i controlli messi a punto con il Nucleo di Polizia Marittima della Guardia Costiera di Pescara in aziende operanti nel settore ittico, hanno portato in un centro di distribuzione del Chietino al sequestro di 1.600 kg di gamberi rosa privi di documentazione idonea ad attestarne la tracciabilità e delle previste indicazioni in etichetta.

Nell’alto Teramano invece i militari del Nas hanno sequestrato circa 10.000 kg di prodotti ittici in uno stabilimento di lavorazione di pesce azzurro. La merce era priva di ogni indicazione circa la qualificazione della specie, l’identificazione della partita e l’origine. Sempre nel Teramano, in uno stabilimento di trasformazione di prodotti ittici e produzione di conserve alimentari, sono stati avviati a distruzione circa 120 kg di polpo poichè sottoposti ad una procedura di congelamento non idonea. Il valore complessivo dei prodotti ittici sottoposti a sequestro ammonta a circa 100mila euro.

Le operazioni di verifica condotte dai militari del Nas nei confronti di aziende produttrici di pane e dolci tipici natalizi, hanno consentito di individuare nel Pescarese una ditta che aveva imbustato pane, pizze e dolci freschi con etichette riportanti date di produzione posticipate, idonee a trarre in inganno il consumatore circa il loro reale stato di freschezza. Oltre mille i cesti di prodotti gia’ preimballati, pronti per essere distribuiti il mattino seguente a numerosi supermercati della provincia, sono stati sottoposti a sequestro per un valore commerciale di circa 5 mila euro. Il titolare dell’attività è stato deferito alla competente autorità giudiziaria per il reato di frode in commercio. Infine, in una azienda nel Teramano, a fronte delle carenze igienico sanitarie riscontrate nei locali di produzione, è stata disposta la chiusura dell’attività da parte della Asl competente, fatta intervenire sul posto.

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