Diritti del lavoratori alla Sevel, la Fiom propone sciopero l’8 gennaio

Il 2016 per la Fiom si apre all’insegna della riconquista dei diritti persi alla Sevel.

E’ l’obiettivo annunciato dal segretario generale del sindacato, Davide Labbrozzi. Lo fa dopo un mese di dicembre che ha rappresentato per i lavoratori della fabbrica del Ducato “un periodo di lotta, di confronto tra la gente che lavora e di reale contrapposizione alle logiche aziendali che prevedono l’imposizione netta delle decisioni condivise soltanto con chi ci sta. La Fiom, unitamente alle lavoratrici ed ai lavoratori che hanno deciso di appoggiare le lotte di dicembre, ha gettato le basi per una reale svolta.  Il nostro chiaro obiettivo – dice Labbrozzi – è di rimettere in moto la macchina sindacale, fortemente devastata dalle politiche iper concertative messe in atto dalle altre organizzazioni sindacali.  Vogliamo dire no alla riduzione delle pause, all’innalzamento dei carichi di lavoro, agli straordinari selvaggi, al contenimento dei salari, alla gestione a senso unico della vita delle persone. Chi produce ricchezza va coinvolto in tutte le decisioni, chi rende possibile il raggiungimento dei tanti obiettivi deve beneficiare del benessere economico prodotto. Per la Fiom è inaccettabile che la qualità della vita sia in caduta libera, che i salari Sevel, all’interno del mondo metalmeccanico, risultino essere sempre più bassi. E’ inaccettabile che la salute delle persone venga messa a rischio per effetto delle nuove politiche, ridurre le pause ed aumentare i carichi di lavoro corrisponde ad accrescere il rischio di malattie derivanti da stress. Il 2016 rappresenta un anno delicato per i dipendenti della Sevel, un anno che rischia di dare un colpo di grazia definitivo al pianeta dei Diritti e del sistema sindacale. La tanto sbandierata crescita dei volumi, che noi consideriamo positivamente, non è accompagnata dalla crescita dei diritti di chi lavora, ma, invece, dalla continua e progressiva riduzione degli stessi. La Sevel, continua a non chiarire un aspetto fondamentale: come saranno soddisfatte le richieste produttive del 2016? – chiede il segretario generale -. Sappiamo che i numeri saranno più alti di quelli realizzati nel 2015, cosa accadrà alle persone che già nel 2015 sono state chiamate a prestare lavoro di sabato e di domenica? Non possiamo non pretendere un confronto serio su quelle dinamiche che incidono direttamente ed indirettamente sulla vita delle persone. Non sappiamo se, quando, come e di cosa le altre organizzazioni discutono. In fabbrica nessuno sa, ma è evidente che qualcuno è a conoscenza di quello che accadrà durante questo nuovo anno. Bisogna ridare dignità al tavolo sindacale per poi ristabilire il giusto rapporto tra le decisioni assunte e le persone che quelle decisioni sono chiamate a viverle sulla loro pelle. Nessuno è titolato a decidere per gli altri. Inoltre, va ricordato, la Fiom non può essere ignorata, alle ultime elezioni il risultato elettorale ha chiarito che la Fiom Cgil è il primo sindacato. Le lotte sindacali che abbiamo proposto nelle settimane scorse non si fermeranno con la chiusura dell’anno. Il mese di gennaio sarà un mese importante, sarà il mese di svolta. La Fiom propone un nuovo sciopero che si terrà il giorno 8 gennaio. Inoltre, annuncia un’assemblea per programmare insieme a tutti i dipendenti Sevel le iniziative che verranno”. Le sceneggiate che le altre Organizzazioni Sindacali mettono quotidianamente in piedi per nascondere le trattative a perdere, sono insopportabili. Il momento positivo per la Sevel non può essere accompagnato da tutti gli accordi di “svendita” dei Diritti sottoscritti in questi anni.

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