Caso Di Sabatino: il giovane della Panda incontrò per caso Giulia

Questa sera, la trasmissione di RaiTre, ‘Chi l’ha visto?’, è ritornata sulla scomparsa e la tragica fine di Giula Di Sabatino. Va in onda, per la prima volta, una intervista all’avvocato Ernesto Picciuto, legale del giovane che, la notte del 31 agosto scorso, era alla guida della famosa Fiat Panda, auto vista da un testimone ferma sul cavalcavia dell’A-14 dal quale sarebbe precipitata, qualche ora più tardi, la ragazza. Picciuto assiste il giovane di 25 anni, attualmente indagato, l’ultimo ad aver visto Giulia viva. Insieme a lui, sul registro delle persone sottoposte ad indagine per istigazione al suicidio, c’è anche l’uomo che dal bowling di Tortoreto Alta, fece salire la ragazza sul suo scooter e la accompagnò proprio nei pressi del ponte che sovrasta l’autostrada. Si diceva del 25enne: fu notato parlare dall’interno dell’utilitaria con Giulia che, invece, al momento del passaggio del testimone, era in strada, con lui che la tirava per un braccio verso l’interno della utilitaria.

Nell’intervista l’avvocato Picciuto ha riferito alcune dichiarazioni rese agli inquirenti del suo assistito. “L’ha incontrata per caso. Ha visto la ragazza ferma nei pressi del ponte, si è incuriosito: è transitato una volta, poi un’altra, fino a quando non si è fermato per chiederle se avesse bisogno di aiuto. Lei – dice ancora Picciuto – è salita sulla Panda e dopo aver girato per un pò si sono appartati per qualche minuto. Poi hanno ripreso a girare e si sono diretti in auto verso Tortoreto Alta, passando davanti al bowling. Il mio assistito ha proposto a Giulia di andare a casa sua, che è vicino al cavalcavia. Ha avvisato con un messaggio la sorella in modo da entrare senza essere sentito dai genitori. I due ragazzi sono rimasti insieme, hanno avuto un rapporto non protetto. Alle 4,30-4,40 del mattino Giulia è stata riaccompagnata lì dove era salita. Non voleva tornare a casa sua, aveva uno stato d’animo altalenante, ha riferito il mio assistito, che ha fatto comunque rientro nell’abitazione dei genitori. Poche ore dopo ha inviato un messaggio a Giulia per sapere come stesse, ignorando che la ragazza fosse morta. Ha saputo di quanto accaduto qualche giorno dopo”.

Perché il giovane ha deciso di parlare solo dopo 4 mesi e quando si è saputo che i Ris sono riusciti a isolare alcune tracce di liquido seminale? “Timore, solo timore – spiega l’avvocato Picciuto. Che aggiunge: non è stato fatto nessun uso di droga”.

Ma i genitori di Giulia non credono al suicidio e ribattono alle affermazioni fatte nell’intervista dall’avvocato Picciuto. “Ci sono persone che coprono altre – replica la mamma, Mari -. Quella notte è successo qualcos’altro. Penso che mia figlia fosse diretta ad una festa e c’è chi sappia molto. Parlo di gene del posto, che continua star zitta”

Le indagini vanno avanti. In questo momento non sono concentrate solo sugli spostamenti e sulla posizione degli indagati, sono state mirate a ricostruire il traffico telefonico, in entrata e in uscita, sostenuto dal cellulare di Giulia. Dall’analisi della scheda si estrapoleranno foto e messaggi contenuti nella memoria. Uno studio affidato dalla Procura di Teramo al consulente Davide Ortolano. La sera del 31 agosto, infatti, quando Giulia  uscì di casa per l’ultima volta da viva, non aveva con se il telefonino. Lo lasciò nella sua stanza, dov’era andata a cambiarsi frettolosamente. Poi di nuovo in strada, a piedi: passo sostenuto, come filmato da alcune telecamere di sorveglianza posizionate all’esterno di un’abitazione davanti alla quale la ragazza è passata, non lasciano dubbi sul fatto che la giovane dovesse incontrare qualcuno. Si cercano insomma elementi per stabilire con chi Giulia abbia avuto uno scambio di messaggi nei giorni precedenti la sua morte. C’è da scoprire anche se la ragazza conoscesse già il conducente della Panda. Per questa ragione sarà esaminato anche il computer del 25enne, ma anche dell’altro indagato.

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