Due giornate di studio su San Giovanni in Venere

Uno scrigno ricco di storia, d’importanza religiosa, di assoluta bellezza architettonica e paesaggistica. Non a caso, si trova in uno dei luoghi più belli d’Abruzzo, guarda da secoli la costa frentana e la sua presenza non solo la valorizza, ma contribuisce a proteggerla.

Un insieme di aspetti non di poco conto tanto che, con un provvedimento del Ministro Dario Franceschini, il complesso monumentale di San Giovanni in Venere, sia stato inserito nel Polo Museale Regionale.

Sull’abbazia benedettina e nell’area circostante da anni vengono svolti studi, ricerche, che hanno permesso di consegnarci interessanti testimonianze, come reperti dell’età neolitica. Oggi, però, lo scrigno ha bisogno di essere salvaguardato: occorrono interventi di conservazione e restauro non più rinviabili. Anche per questa ragione, nel prossimo fine settimana, a Fossacesia, si svolgerà il convegno di studi “San Giovanni in Venere, tutela e valorizzazione di un’abbazia benedettina nel panorama storico artistico del Medioevo adriatico”, organizzato dalla Soprintendenza ai Beni Ambientali dell’Abruzzo e dal Comune di Fossacesia. Le giornate di lavoro, in programma il 5 e 6 febbraio al Teatro Comunale Nino Saraceni, sono state presentate oggi nello splendido scenario della cripta dell’abbazia alla presenza del Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, del Vicesindaco Paolo Sisti, del Viceprefetto Luciano Conti, del Sovrintendente dei Beni Archeologici dell’Abruzzo, Francesco Di Gennaro, del Funzionario di Zona della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo Aldo Giorgio Pezzi, che per l’occasione ha anche illustrato il contributo del Soprintendente SBEAP Maria Giulia Picchione, del Funzionario di Zona della Sovrintendenza Archeologica d’Abruzzo Andrea Rosario Staffa, del Priore di San Giovanni in Venere, Padre Pierluigi e della Presidente dell’Associazione Itaca, Marisa De Philippis, incaricata di organizzare l’evento.

Sarà questa l’occasione per analizzare l’abbazia non solo per i suoi aspetti storico-artistici, ma anche per la sua valenza paesaggistica. Scopo del convegno, proprio quello di porre l’accento sulla rilevanza del monumento visto nel suo contesto, ossia come bene culturale simbolo della Costa dei Trabocchi ed allo stesso tempo punto di partenza per un viaggio all’interno degli splendidi paesaggi che caratterizzano la Majella.

Il convegno, che si aprirà venerdì alle ore 15 con la visita guidata all’abbazia, dopo il saluto delle autorità, sarà articolato in tre sezioni: la prima tratterà lo studio delle tracce di San Giovanni in Venere nelle testimonianze storico, archeologico ed epigrafiche, con interessanti interventi da parte di esponenti della Sovrintendenza Archeologica d’Abruzzo, dell’Università G. D’Annunzio e di Calabria e dell’Archivio della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri. La seconda sezione, che inizierà sabato alle ore 9.30, avrà come fulcro i temi relativi alla tutela e valorizzazione del complesso monumentale benedettino. Qui interverranno i rappresentanti della Soprintendenza delle belle Arti, dell’Università d’Annunzio e del Co.Mo.Do. Paesaggi di Strade. La terza sezione, infine, riguarderà l’aspetto storico artistico del monumento benedettino in epoca medievale, trattato da studiosi dell’Università Sapienza di Roma e della Biblioteca Herteziana di Roma.

Il convegno, fortemente voluto da tutte le forze in campo, Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo, Prefettura di Chieti, Fec del Ministero dell’Interno, Provincia di Chieti, Comune di Fossacesia, Fondazione Cassa di Risparmio ed Università G. D’Annunzio, vuole essere un’occasione non solo per trattare gli aspetti storici, artistici ed archeologici dell’Abbazia di San Giovanni in Venere, ma anche tracciare un solco sul percorso da compiere per il rilancio turistico del monumento e di tutto il contesto ad esso collegato. Le giornate del 5 e 6 febbraio infatti rappresenteranno per la collettività un momento in cui mettere in campo strumenti concertati fra tutti gli Enti coinvolti per tutelare e valorizzare il complesso monumentale benedettino al fine di farlo divenire fulcro dell’economia turistica del territorio.

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