Pizzoferrato commemora il 72° anniversario della battaglia contro i tedeschi

3-4 febbraio 1943, comune di Pizzoferrato: la Wigforce, una formazione mista formata da militari inglesi e da patrioti della Majella, comandata dal maggiore Lionel Wigram, si scontrò con le truppe tedesche per liberare il paese sangrino. Alle ore 4 del mattino del 3, dopo nove ore di una faticosa marcia notturna sotto una costante bufera di neve, il primo scontro a fuoco. Tra i caduti, il comandante della spedizione, Wigram. La battaglia in pochi minuti divampò in tutto il paese con esiti alterni anche se si notò un certo sbandamento e smarrimento tra le fila degli italiani. Ma presto lo sbandamento fu superato per l’alto spirito patriottico e i nostri si disposero sulle rocce circostanti la chiesa della Madonna del Girone sdraiati sulle neve per attaccare Casa Casati dove era asserragliata la gran parte della guarnigione tedesca.

Verso la 10,30 la situazione precipitò a sfavore degli italiani, che furono costretti a rifugiarsi dentro la piccola chiesa della Madonna del Girone dove speravano di aver salva la vita. Ma i tedeschi passarono al contrattacco e con scariche di mitragliatrici e bombe a mano lanciate dalle finestre, sfondarono prima la porta e poi una infinità di micidiali pallottole si sparsero in tutta la chiesa, colpendo a raffica l’altare, il muro dell’abside intorno al Crocifisso e uccidendo tutti i patrioti che stavano al suo interno. La cruenta battaglia dopo l’eccidio dentro la chiesa continuò ancora fino all’ora del tramonto, alle 17,30 circa: agli angoli delle case silenziose e vuote, sulle rocce coperte di neve e dentro la piccola chiesa giacevano i corpi dei 13 patrioti caduti in combattimento. Un silenzio agghiacciante dominava nell’aria, la neve calpestata era tutta seminata di bossoli, di armi, chiazzate qua e là di sangue. Ma l’eroico sacrificio dei patrioti della “Brigata Majella” raggiunse lo scopo di liberare Pizzoferrato. Infatti all’alba del 4 febbraio i tedeschi superstiti (i loro morti furono circa 23) lasciarono il paese. Furono suonate le campane della Chiesa in segno di Liberazione.

Il padre fondatore della gloriosa “Brigata Majella”, Ettore Troilo definì quella battaglia “la più cruenta di tutte le altre e in cui i patrioti hanno dato fulgida prova di eroismo e sacrificio”.

Per ricordare quei giorni, sabato prossino, 6 febbraio, a Pizzoferrato, si volgerà una cerimonia commemorativa per il 72° anniversario della battaglia. La manifestazione si svolgerà a partire dalle 11 nella chiesa della Madonna del Girone e comprende prima la celebrazione di una messa e subito dopo la presentazione del libro “Passione Pennadomo” di Ottavio Di Renzo De Laurentis, la cui seconda parte è tutta dedicata al ricordo delle vicende storiche sulla partecipazione dei pennadomesi alla guerra di Liberazione, fra cui la battaglia di Pizzoferrato. La cerimonia, organizzata dal Comune di Pizzoferrato, vedrà la presenza del Comune di Pennadomo, della Fondazione e dell’Associazione “Brigata Maiella” e degli alpini di Pizzoferrato, e si concluderà a mezzogiorno nella piazza principale di Pizzoferrato – davanti al Comune, dove è affissa una targa marmorea che ricorda i 13 patrioti uccisi dai tedeschi – con la deposizione di corone di fiori. La cerimonia sarà accompagnata dalla Banda musicale “Città di Pizzoferrato.

“Fu grazie anche a questa azione di guerra e a questo sacrificio – dice il sindaco di Pizzoferrato, Palmerino Fagnilli – che la bandiera della “Brigata Maiella” fu decorata con una “Medaglia d’oro al valore militare”, un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e al tempo stesso di infinita gratitudine per le libertà riconquistate dopo anni di feroce dittatura nazifascista”.

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