Braccio di ferro Fiom-Sevel sui diritti dei lavoratori

di Antonio Di Nunzio

Un’ora di sciopero, da attuarsi nella giornata di martedì prossimo, 23 febbraio, è stata proclamata dalla Fiom alla Sevel di Piazzano di Atessa. Lo ha annunciato il segretario generale dei lavoratari metalmeccanici,  Davide Labbrozzi, che spiega: “Come annunciato nel corso delle ultime settimane di dicembre, la lotta sindacale in Sevel è andata avanti e continuerà a svilupparsi nei giorni e nelle settimane che verranno. La Fiom, aveva ufficializzato la volontà di non fermarsi e così sarà. Negli ultimi tempi sono state messe in atto azioni di sciopero ed iniziative parallele, il tutto riportato dai tanti comunicati, la Fiom intende proseguire con questa strategia. Si è ritenuto utile non creare condizioni di sistematicità, ma è bene precisare che la Fiom c’è e ci sarà. Inoltre, nelle prossime settimane, si terranno delle assemblee sindacali con l’obiettivo di  sviluppare un’analisi attenta degli  ultimi avvenimenti e, in quell’occasione, sarà affrontato il tema dei diritti generali. Lo Statuto dei Lavoratori diverrà oggetto di discussione per approfondire la proposta di aggiornamento della Legge 300 che la Cgil intende mettere al centro del percorso sindacale che verrà. Si ritiene utile  rimarcare le nostre ragioni che sono alla base della iniziativa sindacale in Sevel: idurre le pause corrisponde a peggiorare  la vita lavorativa; aumentare i carichi di lavoro significa determinare una sofferenza inaccettabile; ignorare la logica di ridistribuzione della ricchezza corrisponde a non riconoscere i sacrifici profusi; lavorare sistematicamente al sabato ed alla domenica significa peggiorare  la  vita sociale; non contrattare, non discutere, rivela la volontà di imporre le scelte che fanno bene ad una sola parte.  Nel sottolineare il no della Fiom alle politiche aziendali previste dal  CCSL, in modo particolare in merito ai diritti da praticare in piena libertà, la Fiom intende ribadire che scioperare è un diritto sacrosanto di chi lavora. Tra l’altro, detto diritto, è chiaramente previsto dalla legge madre del nostro Paese, la Costituzione Italiana. Qualsiasi atto, a partire dagli spostamenti di chi sciopera presso altra postazione, oppure presso altro turno, è da considerare  un atto incostituzionale. La Fiom, non accetta e non accetterà alcuna forzatura in tal senso. Chi sciopera va rispettato in quanto la libertà di scioperare non può essere considerata un optional. Si ribadisce che la Fiom pretende un confronto serio su quelle dinamiche che incidono direttamente ed indirettamente sulla vita delle persone. Bisogna ridare dignità al confronto sindacale per poi ristabilire il giusto rapporto tra le decisioni assunte e coloro che quelle decisioni sono chiamati a viverle sulla loro pelle. Nessuno è titolato a decidere per gli altri”.

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