Stretta sugli evasori che viaggiano in metro, bus e treno

Arriva la bozza del decreto legge che, per l’Italia rappresenta una rivoluzione nel trasporto pubblico. Atteso dall’associazione delle imprese del servizio pubblico locale, contenuta al capitolo Tpl della bozza del Testo unico sui servizi pubblici locali attuativo della riforma della Pubblica amministrazione firmata dal ministro Marianna Madia, è ormai in dirittura d’arrivo: manca infatti solo l’ok da parte della Ragioneria generale dello Stato.

La bozza segna innanzitutto una stretta sugli evasori che viaggiano in metro, bus e treno senza biglietto e prevede multe salate fino a 200 euro. Inoltre, secondo quanto previsto dal decreto (ma il testo non è ancora definitivo), è fissato anche un limite di tempo oltre il quale, se il mezzo pubblico arriva in ritardo, l’utente ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto. In caso di abbonamenti il pagamento è pari alla percentuale giornaliera del costo completo dell’abbonamento. Nel dettaglio, in caso di corse cancellate o ritardi, a tutela di pendolari e utenti dei mezzi pubblici scatterà dopo mezz’ora se si tratta di mezzi pubblici cittadini o dopo un’ora se la corsa opera a livello locale. A meno che i problemi derivino da scioperi, calamità naturali o altri eventi imprevedibili.

La riforma va oltre e allarga anche i poteri dei controllori. Le aziende del trasporto pubblico locale potranno affidarsi a soggetti esterni «qualificabili come agenti accertatori» che, nei limiti del loro servizio, acquisteranno la qualifica di pubblico ufficiale. Il ministero dell’Interno potrà poi mettere a disposizione delle aziende di trasporto «agenti ed ufficiali aventi qualifica di polizia giudiziaria, secondo un programma di supporto agli agenti accertatori» per periodi non superiori ai tre anni e con copertura dei costi a carico dell’ente che fa la richiesta. I controllori avranno quindi il potere di richiedere l’esibizione di un valido documento di identità qualora ‘pizzichino’ qualcuno senza biglietto. Inoltre, potranno essere utilizzate anche «le rilevazioni dei sistemi di video sorveglianza presenti a bordo dei veicoli e sulle banchine di fermata». E le registrazioni saranno utilizzabili come «mezzo di prova, nel rispetto della normativa vigente in materia di trattamento dei dati personali, per l’identificazione di eventuali trasgressori che rifiutino di fornire le proprie generalità agli agenti accertatori, anche con eventuale trasmissione alle competenti forze dell’ordine».

«Condividiamo pienamente le misure per la lotta all’evasione tariffaria. C’è la necessità di dotarsi di regole nuove, perché in Italia si tratta di un problema serio. Basti pensare che se ne vanno così 400-500 milioni di risorse l’anno, con un tasso medio di evasione intorno al 20% – commenta il presidente dell’Asstra, Massimo Roncucci -. La possibilità di utilizzare le nuove tecnologie e soprattutto la possibilità di avvalersi di verificatori esterni per esigenze i documenti è un’altra mossa giusta. Sui rimborsi bisogna invece essere un pò più cauti – aggiunge Roncucci -. Per noi la tutela del passeggero è prioritaria ed è giusto rimborsare se ci sono disagi quando però ciò è imputabile all’azienda, come un guasto, e non a fattori che noi non possiamo controllare”.

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