Fitti dei terreni sulla Maielletta: la Corte dei Conti chiede altri 25.000€ agli ex amministratori di Rapino

Dovranno rimettere nelle casse del Comune quello che hanno tolto per fare cose che non potevano fare. E per le quali azioni erano stati avvisati e diffidati dagli allora Consiglieri di opposizione.

L’ultima condanna definitiva è stata emessa il  17 febbraio 2016 dalla Corte dei Conti sezione di Appello di Roma. L’ex Sindaco Rocco Cocciaglia, gli ex assessori Sandrino Mascioli, Andrea Oliva e Rocco Cocciaglia e il responsabile del servizio a contratto Mario Santovito sono stati condannati a risarcire al Comune di Rapino il danno di 25.000 euro per la transazione con la società Mamma Rosa Funivie srl. Una transazione fortemente contestata dagli allora Consiglieri di minoranza, perché con essa erano stati concessi i terreni della Maielletta, beni della collettività di Rapino come sottolinea la Corte, per quarant’anni anni ipotecando il futuro di una intera comunità. I Giudici hanno condannato gli ex amministratori anche a risarcire le spese legali dei Consiglieri di minoranza per un importo di 1.500 euro.

La vicenda risale al 2010 quando l’allora sindaco Rocco Cocciaglia e la sua giunta decisero di transare un contenzioso sui contratti di affitto dei terreni su cui insistevano gli impianti scioviari della Mamma Rosa Funivie. Contratti dichiarati scaduti dal Comune di Rapino, sotto la guida di Rocco Micucci oggi tornato Sindaco, che aveva visto vittoriose le sue ragioni già in due gradi di giudizio. La transazione, oltre a rinunce su parte delle somme dovute fino a quel momento, si tramutò in un nuovo contratto di ingiustificata durata quarantennale in esclusiva con la società Mamma Rosa Funivie, nonostante non ci fossero alla base progetti di sviluppo concreti e senza verificare se altre offerte, pervenute da altri operatori nel frattempo, potessero essere più vantaggiose per il Comune.

“Coerentemente con quanto allora contestato dai banchi dell’opposizione – dichiara il Sindaco Rocco Micucci – la mia Amministrazione ha annullato quel contratto, per mancato rispetto dei termini di pagamento del canone. I cittadini di Rapino avranno ora la possibilità di ridiscutere un contratto più favorevole in termini economici e di durata, senza togliere alle prossime generazioni la possibilità di programmare lo sviluppo di quel territorio fondamentale per l’intera regione.”

Questa condanna si somma alla precedente condanna definitiva, dopo il pronunciamento della Corte dei Conti di Roma a Novembre 2015, di oltre 88.000 euro più interessi legali e rivalutazione monetaria proprio per aver stipulato un contratto con l’architetto Santovito Mario. “Il Tecnico “abusivo” – spiega il primo cittadino – nel senso che era stato chiamato a occupare il posto di Responsabile dell’Ufficio Tecnico nonostante ci fosse un dipendente interno che poteva svolgere quel compito. Un contratto d’oro, pagato con i soldi dei cittadini di Rapino, visto che valeva oltre 24.000 euro all’anno per tre giorni alla settimana di lavoro.”  Per questa vicenda sono stati condannati sempre l’ex Sindaco e gli ex assessori. Pur con la dovuta comprensione per gli aspetti umani delle vicende,  però queste condanne sono di una gravità unica non solo per gli importi, oltre 120.00 euro in totale, – conclude il Sindaco Micucci – ma perché puniscono un modo di amministrare contro gli interessi dei cittadini, che si sono visti sottrarre risorse per opere e servizi mentre venivano costretti a pagare tasse e imposte sempre più alte. Utilizzeremo i soldi che dovranno essere restituiti anche per diffondere la cultura della legalità, affinché le nuove generazioni sappiano che la cosa pubblica deve essere amministrata sempre per il bene comune e senza mai trasgredire la legittimità degli atti”.

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