Morto a Roma l’economista Marcello De Cecco

Si spento nella notte trascorsa l’economista Marcello De Cecco. Il decesso è avvenuto a Roma. Nato a Lanciano nel 1939 era considerato un economista fuori dagli schemi. Editorialista di Repubblica e Affari&Finanza. Dopo le lauree in giurisprudenza all’università di Parma e in economia a Cambridge ha proseguito gli studi tra l’Italia e gli Stati Uniti insegnando in numerosi atenei: dal 2003 è stato professore ordinario di storia della finanza e della moneta alla Scuola normale di Pisa, fuori ruolo dal novembre 2009; dal 2011 insegnava economia e finanza dei paesi emergenti e European Economic Policies and History alla LUISS di Roma.

Vanta anche numerose collaborazioni con importanti istituzioni finanziarie e di ricerca, tra le quali si ricordano l’Ufficio ricerche storiche della Banca d’Italia, l’Ufficio studi del Fondo monetario internazionale, la Banca nazionale del Lavoro. Le sue attività di ricerca riguardano problemi di teoria, politica e storia monetaria e finanziaria, nonché, più recentemente, problemi teorici e storici inerenti la genesi ed il funzionamento dei mercati.

Cordoglio è stato espresso dal sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, “Economista monetario di caratura straordinaria e fama mondiale, De Cecco è entrato nell’olimpo degli economisti monetari fin da giovane, affermandosi come massimo esperto mondiale della storia del sistema gold standard – ha detto il primo cittadino frentano -. La sua è stata una carriera scientifica ai massimi livelli, animata da una visione tanto penetrante quanto pragmatica, refrattaria agli ideologismi della teoria economica. Come sanno bene i suoi avidi lettori del quotidiano ‘La Repubblica’ – prosegue il primo cittadino – aveva la qualità unica di saper cogliere in vicende istituzionali apparentemente minori le grandi linee che avrebbero caratterizzato l’evoluzione dei nostri sistemi economici. Come sanno bene i suoi colleghi di tutto il mondo, Marcello De Cecco era innanzitutto un lancianese: dovunque e con chiunque si trovasse, parlava di Lanciano con l’accento lancianese del suo inglese altrimenti perfetto. Ricordo con grande affetto l’ultima volta che l’ho incontrato nella sua casa di campagna in contrada Bardella, a San Vito. Come al solito, quel giorno è riuscito nell’impresa di coniugare nella stessa persona la finezza dell’intellettuale e studioso delle dinamiche economiche mondiali con la curiosità per le vicende quotidiane e popolari della sua amata Lanciano, la città che gli ha dato i natali nel 1939. L’Amministrazione comunale saprà rendere concreto e tangibile il ricordo di un grande lancianese che ha dato lustro e prestigio internazionale alla nostra città”.

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