Retrogusto, conclusa a Lanciano la sesta edizione

Si è conclusa ieri con successo la sesta edizione di Retrogusto, la rassegna a cura della condotta Slow Food Lanciano che celebra l’intenso rapporto tra gastronomia e cinema attraverso i sapori e le tradizioni del territorio. Una formula, quella di veicolare messaggi importanti attraverso palcoscenici importanti come può essere quello del grande schermo, che nel tempo ha riscosso sempre maggiori apprezzamenti e che è diventata un appuntamento fisso e molto atteso della città. E la condotta Slow Food ha quindi potuto “osare” anche temi diversi, ma mai distanti rispetto a quelli dell’alimentazione buona, pulita e giusta. Ne è un esempio il film dell’ultima serata, Il sale della terra, capolavoro di Wim Wenders, candidato agli Oscar 2015 nella categoria “Miglior documentario”, che racconta l’intenso itinerario artistico e umano del fotografo Sebastiao Salgado che ha immortalato in scatti indimenticabili l’orrore e la meraviglia del Pianeta. Cibo dunque, non vuol dire solo gastronomia, arte culinaria, rispetto per le materie prime e della stagionalità e biodiversità dei prodotti, ma anche ecosistema, natura, rispetto della terra e dei suoi ritmi e abitanti.

La sesta edizione di Retrogusto è stata caratterizzata anche da alcune novità, prima fra tutte il ritorno al cinema di Lanciano Ciakcity, grazie alla collaborazione con lo staff della catena Ciakcity che si è impegnato, con grande coraggio e determinazione, a riaprire dopo anni di inattività le quattro sale del cinema di Lanciano, restituendo alla città un luogo importante di cultura e intrattenimento. Un’altra novità è costituita anche nella collaborazione con l’associazione di ristoratori PerCorso Roma  che sta contribuendo a rendere più accogliente e dinamico uno dei luoghi più suggestivi di Lanciano, il quartiere Borgo con il suo caratteristico Corso Roma. La Bper dell’Emilia Romagna, da sempre attenta alla valorizzazione di realtà culturali ed eventi di prestigio del territorio, si è confermata un altro partner importante per la riuscita della manifestazione.  Una bella e nuova collaborazione è nata con lo staff di Terma Parrucchieri che ha deciso di partecipare a suo modo all’iniziativa apprezzata inizialmente come spettatori. A disposizione di fortunati partecipanti alla rassegna sono stati distribuiti buoni omaggio per una piega gratis oppure per il 50% di sconto su un taglio o un colore presso il locale in via Monsignor Tesauri (in piazza D’Amico, di fronte all’ufficio informazioni Time – Tourist Information Miracolo Eucaristico). Un bel modo di allargare la “famiglia” Retrogusto.

Il resto l’hanno fatto i sette film in programmazione, i ristoratori e la Cantina Frentana che ha offerto in degustazione ottimi vini abbinati di volta in volta ai piatti presentati. Qualche numero: oltre mille bicchieri serviti, dieci ristoratori, una media di oltre cento spettatori a serata, sei film e un documentario, oltre 200 buoni sconto in omaggio. “E’ stata un’edizione intensa e molto apprezzata dal pubblico – commenta il fiduciario della condotta frentana, Michele Scutti – il che ci ha riempiti di orgoglio e di ulteriore slancio per le prossime iniziative in programma. Un sentito ringraziamento va a tutti i produttori e agli sponsor che hanno fatto sì che questa manifestazione avesse luogo. La passione, professionalità, umanità e amore per le materie prime di tutti i protagonisti del dopo serata hanno donato un significato ancora più intenso a Retrogusto”.

Slow Food è un’associazione no profit presente in 150 paesi del mondo che in Italia conta oltre 45mila soci, 283 condotte, 264 presìdi di cui ben 15 in Abruzzo (tre solo nella condotta di Lanciano), 236 comunità del cibo, 31 mercati della Terra e 487 orti. L’associazione fondata da Carlo Petrini nel 1989 si impegna a ridare il giusto valore al cibo, nel rispetto di chi produce, in armonia con ambiente ed ecosistemi, grazie ai saperi di cui sono custodi territori e tradizioni locali. Il tutto anche attraverso eventi che favoriscono l’incontro, il dialogo, la gioia di stare insieme, così come è stata la rassegna di Retrogusto. Perché dare il giusto valore al cibo, vuol dire anche dare la giusta importanza al piacere, imparando a godere della diversità delle ricette e dei sapori, a riconoscere la varietà dei luoghi di produzione e degli artefici, a rispettare i ritmi delle stagioni e del convivio.

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