Sevel condannata a reintegrare lavoratore licenziato

Il Tribunale di Lanciano ha condannato la Sevel a reintegrare un lavoratore annullando di fatto il licenziamento messo in atto circa otto mesi fa. Il dipendente della fabbrica del Ducato, che ha scelto di mantenere l’anonimato, era stato licenziato perché era stato visto recarsi, la sera dell’ultimo giorno di malattia, presso la pizzeria di proprietà della moglie. La Fiom, unitamente al proprio legale, aveva ritenuto immediatamente sbagliato il licenziamento in quanto il lavoratore, sostenendo che la sua era stata semplicemente una visita alla coniuge e non presso un’attività per svolgere un secondo lavoro. Inoltre, è bene precisare, il periodo di malattia era ormai concluso. La sentenza, raggiunta anche dalle tesi difensive portate in aula dall’avvocato della Cgil, Domenico Sciorra, per la Fiom “ha permesso al mondo del lavoro di scrivere una ulteriore pagina di giustizia sociale. Infatti, indirettamente, è stato ribadito un concetto che per il sindacato è sacrosanto: non si può licenziare un padre di famiglia così a cuor leggero. Il Tribunale di Lanciano ha condannato la Sevel a riassumere tempestivamente il lavoratore, a risarcirlo e a pagare tutte le spese processuali. Tutto ciò dimostra che la Sevel ha commesso un gravissimo errore”.

La Fiom, attende l’immediato reintegro del lavoratore ed il pagamento di tutto quanto previsto dalla sentenza.

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