Ex cda del Consorzio Rifiuti Lanciano: pubblicate le motivazioni delle condanne

Assolti in primo grado, gli ex componenti del consiglio di amministrazione del Consorzio Rifiuti di Lanciano: Riccardo La Morgia, i consiglieri Luigi Toppeta, Nicola Di Toro e Nicola Carulli, il 5 febbraio scorso, in Corte d’Appello, a L’Aquila, hanno visto in parte ribaltata la sentenza di primo grado, pronunciata dal Tribunale di Lanciano – giudice Francesco Marino. L’accusa contestata, abuso d’ufficio per la mancata riduzione degli emolumenti nel biennio 2008-2009, e per aver rinnovato nel frattempo l’incarico di consulente esterno all’avvocato Nicolucci.

La sentenza assolutoria era appellata la Procura frentana.

Il 15 marzo scorso, sono state pubblicate le motivate per le quali la Corte, composta da Luigi Catelli, presidente, e dai consiglieri Marco Flamini e Flavia Grilli, pubblica accusa sostenuta da Roberta D’Avolio, ha condannato a 8 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, l’ex presidente La Morgia, i consiglieri Toppeta, Di Toro e Carulli. Sei mesi di reclusione all’avvocato Nicolucci. Assolto, per non aver commesso il fatto, il membro del cda, Di Giuseppe, dimissionario, il quale non partecipò ad alcune deliberazioni che hanno invece riguardato gli altri consiglieri.

La Corte ha inoltre disposto il risarcimento danni in separata sede a favore della parte civile Ecolan Spa, nata dalla trasformazione del Consorzio Rifiuti, che denunciò gli abusi d’ufficio. Le responsabilità dei condannati sono relative alle sole consulenze affidate e rinnovate a Nicolucci e per la prorogatio dell’attività del cda dopo la scadenza del mandato, con violazione dello statuto. Le assoluzioni riguardano invece l’affidamento della nomina di direttore, sempre a Nicolucci, per prescrizione di reato, e la mancata riduzione del 50% dei compensi al cda, che erano stati determinati in 140 mila euro, tra il 2008 e 2009, e la liquidazione per altri 178 mila euro, poiché il fatto non costituisce reato.

Nelle 34 pagine delle motivazioni i giudici aquilani sono entrati nel merito della loro decisione e da un lato hanno spiegato le ragioni per le quali gli imputati dovevano andare assolti circa la complessa questione legata ai loro compensi, dall’altro quelle che poi hanno determinato le condanne. In particolare, si contestata all’ex cda di non aver convocato l’assemblea dei soci per la nomina del nuovo consiglio, scaduto il 16 maggio 2009, ‘conseguendo un ingiusto vantaggio patrimoniale”. Contro la sentenza de L’Aquila, i difensori degli imputati, gli avvocati Aldo La Morgia, Michele Di Toro, Giuliano Zaccagnini, Augusto La Morgia, Guido Picciotti, Alessandro Troilo, Massimo Krogh, proporranno ricorso alla Corte di Cassazione.

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