10 milioni per il Renzetti di Lanciano. In attesa del nuovo ospedale

Riqualificazione subito, per il nuovo ospedale lavori in corso. E’ quanto ha in cantiere la Regione sull’ospedale Renzetti di Lanciano, impegni illustrati oggi dall’assessore alla Programmazione Sanitaria, Silvio Paolucci, in un incontro con gli operatori del nosocomio lancianese.

Nel capoluogo frentano, si sa, a giugno si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale e quanto affermato da Paolucci potrebbe senz’altro finire tra le iniziative che in questi giorni si mettono in campo per sostenere la riconferma dell’attuale governo cittadino. Non è un mistero che la giunta Pupillo ha da sempre ai primi posti del suo manifesto d’impegni con i lancianesi la questione ospedale. Le parole di Paolucci, però, allontanano sospetti e dubbi e confermano invece le intenzioni dell’esecutivo D’Alfonso di riorganizzazione del Renzetti e di volerlo portare ad essere  un dipartimento emergenza-urgenza. D’altro canto,  a breve ci potrà essere la verifica su quanto dichiarato dal responsabile della Programmazione Sanitaria. Infatti, il nuovo Piano sanitario sarà al vaglio del tavolo interministeriale il prossimo 19 aprile, insieme con il documento di riordino della rete ospedaliera, progetto che riguarda appunto anche il Renzetti. Per  il quale, ad esempio ci sono investimenti importanti: 5,8 milioni di euro per l’area materno-infantile; 1,5 milioni per la cardiologia; 1,4 per la chirurgia e un milione per la bonifica dell’amianto.

Diverso il discorso sulla realizzazione del nuovo ospedale di Lanciano che, per la Regione, resta l’investimento per eccellenza. Ma a che punto è l’iter che riguarda altri presidi abruzzei? “L’accordo di programma si era impigliato su quella che gli organismi ministeriali hanno ritenuto una valutazione fuori mercato, per eccesso, delle aree da dismettere su cui insistono i vecchi presidi – ha chiarito l’assessore – , un passaggio che poneva problemi di sostenibilità finanziaria alla realizzazione dei cinque nuovi ospedali. Ora abbiamo fatto un passo avanti, poiché la Regione Abruzzo ha scelto di tornare a investire risorse proprie per la sanità,  sbloccando di fatto l’impasse. Significa che saremo a colmare, con fondi nostri, il margine di plusvalenza delle aree da sdemanializzare, mettendo in equilibrio finanziario l’intera operazione».

C’è speranza, dunque, che la costruzione di un nuovo presidio possa tornare a essere un obiettivo di medio-lungo periodo, mentre più a breve termine resta il programma di riqualificazione dell’assistenza anche grazie al potenziamento della medicina territoriale con l’apertura di nuovi ospedali di comunità, unità di cure primarie e case della salute.

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