Inceneritori: domenica a Lanciano manifestazione di protesta

Dalla lotta per salvare il mare a quella per evitare, a terra, la realizzazione di termovalorizzatori, pirogassificatori, piattaforme tecnologiche per il recupero di energia. Non c’è distanza tra l’uno e l’altra, anzi. Così Lanciano, a distanza di un anno dalla manifestazione contro le estrazioni petrolifere nell’Adriatico e, in particolare, lungo la costa abruzzese, è stata scelta per far sentire la voce dei cittadini che contestano la realizzazione di un mega impianto per il trattamento di rifiuti speciali tra il capoluogo frentano e Sant’Eusanio del Sangro. La manifestazione si terrà domenica prossima.

Ma Lanciano non è l’unica città a dover fronteggiare un’altra emergenza ambientale. La Regione, con un provvedimento, ha dato l’ok alla Saste servizi ecologici,  allo stoccaggio, raccolta, trasporto e allo smaltimento anche di rifiuti speciali pericolosi nell’area industriale di Avezzano. L’area interessata ha una superficie di 4.500 metri quadrati e si trova nel nucleo industriale del centro marsicano. Una decisione che ha subito trovato l’energica reazione dell’amministrazione comunale avezzanese, per nulla affatto disposta a subire quella che viene definita una minaccia all’ambiente.

l'assessore Mazzocca

l’assessore Mazzocca

Ma sulla questioni inceneritori è di nuovo intervenuto il sottosegretario regionale con delega all’ambiente, Mario Mazzocca, che nelle ultime ore ha siglato a Roma il Protocollo d’Intesa tra il Ministero dell’Ambiente e le 15 Regioni rivierasche italiane per la redazione, entro dicembre 2016, delle “linee guida nazionali a difesa delle coste dai fenomeni di erosione e dagli effetti dei cambiamenti climatici”. Allo scopo è stato istituito un Tavolo Nazionale composto da Ministero dell’Ambiente, Regioni interessate, Istituto Superiore per la Protezione e  Ricerca Ambientale (Ispra) e comunità scientifica.  I lavori, verteranno sulle seguenti tematiche principali: possibili soluzioni al problema erosione mirando riequilibrio, protezione o adattamento per le coste, stato dell’arte sulla dinamica dei litorali e il fabbisogno di sedimenti; ricognizione e analisi delle opere di difesa e delle misure di mitigazione; metodi innovativi per la valutazione della disponibilità dei sedimenti; inquadramento normativo e linee di azione comuni per la gestione sostenibile della fascia; innovazione e sviluppo delle migliori strategie per gestire la fascia costiera. Non solo, obiettivo del Tavolo Nazionale è anche quello d’interagire verso una progettualità ad ampiezza europea come nel ‘Programma Italia/Croazia 2014-2020’, finanziato dall’Unione Europea, che coinvolge un’area  di 85.562 km² per un totale di oltre 12 milioni di abitanti tra 8 contee croate e 25 province italiane tra cui Pescara  e Chieti.

Per tornare agli inceneritori, Mazzocca ha affermato che “i nuovi indirizzi politico-programmatici dettati dal nuovo Esecutivo Regionale per il comparto ambientale interessato non contemplano la realizzazione di un impianto di incenerimento con recupero energetico a chiusura del ciclo di gestione dei rifiuti urbani. Pertanto la scelta della Regione Abruzzo è chiara e netta: no agli inceneritori. La Regione è interessata dalla Procedura di Infrazione 2015/2165 per il mancato adeguamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (PRGR) nei termini di sei anni previsti dalla normativa comunitaria (Direttiva 2008/98/UE9). Ci siamo trovati a fare i conti con l’ennesima eredità di segno negativo della Giunta Chiodi. Ricordo, a tal proposito, che il piano regionale dei rifiuti della giunta di centro-destra prevedeva l’installazione di un inceneritore proprio in Abruzzo. Senza contare che la legge n.36/2013 (sempre targata Chiodi), che ha introdotto l’Autorità Unica Regionale (AGIR), era più una legge-cornice che una legge-quadro, alla quale si accompagnava un cronico disimpegno dal sostegno all’impiantistica pubblica e alle pratiche virtuose degli Enti Locali. In relazione allo schema di Decreto governativo, la Regione Abruzzo ha richiesto ed ottenuto, in sede di conferenza unificata Stato-Regioni, che fossero contemplate:la previsione della compatibilità del programma con i Piani regionali di settore (l’art. 35 reca “… tenendo conto della pianificazione regionale …”; la proposta di istituzione, presso la Conferenza stessa, di un Comitato per la gestione integrata ed efficiente del ciclo dei rifiuti (introdotto nella Conferenza del 4 febbraio 2016); la possibilità di stipulare accordi tra le Regioni per l’utilizzo transitorio di impianti esistenti. In relazione, poi, al relativo “Rapporto preliminare”, in fase di consultazione ai fini dell’assoggettabilità o meno a VAS del programma di realizzazione di n. 8 nuovi impianti di incenerimento sul territorio nazionale (di cui n. 1 in Abruzzo), si comunica che la Regione Abruzzo sta predisponendo e presenterà entro il prossimo 15 aprile osservazione-opposizione al Rapporto preliminare proponendo, in particolare: la sua obbligatoria assoggettabilità a Valutazione Ambientale Strategica (VAS), ai sensi della vigente normativa risultando oltremodo evidenti e misurabili gli impatti ambientali del programma); la conferma, nell’ambito della pianificazione regionale di settore in fase di adeguamento, della non previsione della realizzazione di un impianto di incenerimento, sulla scorta dell’ulteriore diminuzione dei rifiuti residui avutasi nel 2015 (la media regionale di raccolta differenziata RD si attesta ormai oltre il 50%) e la previsione di obiettivi di riduzione della produzione dei rifiuti (-15%) e di RD più elevati (70%) che non rendono oggettivamente realizzabile un impianto di incenerimento come previsto dal programma nazionale del Ministero dell’Ambiente, con riferimento alla cosiddetta “taglia minima” di sostenibilità tecnico/economica, come individuata dalla vigente normativa sulle migliori tecniche disponibili di cui al Decreto Ministeriale 27 gennaio 2007, recante ‘Linee guida per l’individuazione e l’utilizzazione delle migliori tecniche disponibili in materia di gestione dei rifiuti’.

Infine una stoccata. “Quanto alle polemiche – conclude il Sottosegretario – alimentate ciclicamente e strumentalmente da taluni soliti figuri, ci siamo ormai abituati. Si parla e si disserta sul nulla. I fatti sono altri. E dicono che a differenza del tradizionale modello economico lineare basato sulla dinamica “prendi-produci-usa-getta”, il nostro Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti è rivolto a perseguire massimamente i principi di una reale ‘economia circolare’, fondata sul riutilizzo, la riparazione, il ricondizionamento e il riciclaggio, in un circuito chiuso nel quale i prodotti e i materiali in essi contenuti assumono grande valore. La transizione verso un’economia circolare risponde a una logica tanto ambientale quanto economica. Questa è la scelta assunta dalla Regione Abruzzo. Il resto sono solo chiacchiere. La nostra idea di amministrazione della cosa pubblica è basata su comportamenti improntati alla massima responsabilità ed alla doverosa ponderatezza. Amministrare, per noi, equivale alla ricerca e messa in atto di azioni capaci di generare una crescita collettiva delle comunità, cercando di superare le criticità senza agitare demoni, figure ectoplasmatiche o spiriti maligni”.

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