Linea low cost L’Aquila-Roma: la Filt Cgil chiede discussione in Consiglio regionale

“Contrariamente a quanto annunciato nei giorni scorsi, presso la sede della Regione Abruzzo, dal Consigliere Regionale con delega ai trasporti Camillo D’Alessandro, non è stata pubblicata alcuna sentenza da parte del Consiglio di Stato che abbia confermato o meno il giudizio espresso dal Tar di Pescara rispetto al ricorso presentato da un vettore privato intenzionato a sovrapporsi alla società regionale di trasporti TUA nell’espletamento di alcuni servizi essenziali nella tratta L’Aquila-Roma”.

E’ quanto affermano in una nota Franco Rolandi della FILT CGIL ABRUZZO  e Rita Innocenzi della CGIL ABRUZZO che, a questo punto, sta nno predisponendo una lettera aperta indirizzata a tutti i capigruppo presenti in Consiglio Regionale affinché si affronti immediatamente una discussione sulla vicenda, senza trascurare gli aspetti che hanno determinato per la Regione Abruzzo e per altre cinque Regioni a statuto ordinario (Marche, Molise, Puglia, Campania e Basilicata) importanti decurtazioni di finanziamenti derivanti dal Fondo Nazionale dei trasporti.

“Non è più rinviabile la definizione di norme che disciplinino e individuino i servizi minimi regionali così come avviene nel resto del Paese. Nello specifico e ricordando che il taglio di risorse al trasporto locale che il Governo Renzi ha imposto all’Abruzzo ammonta a 8 mln€, è quanto mai necessario che si faccia chiarezza su questa penalizzazione e sulle cause che ne hanno determinato l’insorgenza. Nell’incontro in Regione – ricordano i due sindacalisti -, affrontando il tema dell’avvio di un nuovo servizio sulla direttrice Roma-L’Aquila in concorrenza con la società TUA ed a prezzi altamente competitivi, era emersa la chiara responsabilità della Regione Abruzzo per non aver legiferato in tema di Piano Regionale dei trasporti, Programma triennale dei servizi e Piano dei servizi minimi consentendo al vettore privato di ottenere il giudizio favorevole e alquanto scontato da parte della Magistratura a cui ha fatto ricorso attraverso il Tribunale Amministrativo Regionale. In definitiva sembrerebbe che il vettore privato stia attualmente operando su tratte oggetto di contribuzione regionale senza le opportune autorizzazioni da parte della Direzione Trasporti della Regione Abruzzo e senza una sentenza definitiva da parte del Consiglio di Stato”.

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