Autotrasportatori: chiesto tavolo con la Regione sulla logistica

“Riteniamo indispensabile, per il nostro settore e, in generale, per tutto produttivo regionale, sollecitare un incontro con i vertici regionali per capire quali sono e saranno le politiche future in riferimento a: autoporti ed Interporti regionali, attualmente chiusi o sottoutilizzati; reti europee, riguardanti le reti di trasporto trans-europee, le Reti Ten-T; porti, i porti nazionali di Ortona e Pescara, sono passati all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale di Ancona, mentre ancora si ignora in quale Autorità di Sistema Portuale verrà inserito il porto Regionale di Vasto; autostrade, con la rivisitazione del tracciato da parte del concessionario Strada dei Parchi, che escluderebbe la Valle Peligna, Alto Sangro, Molise, Campania e la Valle del Sagittario, e la possibilità di costruire la terza corsia dell’autostrada A14 adriatica nel tratto abruzzese; ferrovie, ammodernando la obsoleta linea ferroviaria Pescara-Roma;a eroporto d’Abruzzo, scongiurando l’abbandono dello scalo da parte di Ryanair”.

E’ quanto auspicano Confartigianato Trasporti, ASSOTIR, FIAP, FAI, FITA Cna, Casartigiani e ANITA che rimarcano l’importanza di un tavolo sulla logistica in Abruzzo.

“Un settore così strategico per lo sviluppo della regione deve essere adeguatamente autonomo rispetto ai possibili condizionamenti di portatori di interesse locali sia economici che politici. Non si può negare, alla luce della realtà, che la logistica abruzzese sia stata sistematicamente trascurata – continuano  le sigle sindacali -: c’è il rischio concreto che non solo le merci fatichino a partire ed arrivare in Abruzzo, ma che una quantità di merci via via minore sia prodotta nella nostra regione. Il calo della produzione industriale in Abruzzo, dal periodo pre-crisi ad oggi, ha provocato una diminuzione del 46% delle merci trasportate. Non si può rimanere immobili. L’attesa non paga, non fosse altro perché gli altri non aspettano. Seguendo questa logica, le imprese di autotrasporto conto/terzi abruzzesi, allo scopo di rivitalizzare l’economia ed avere più merci da trasportare, sono fortemente interessate al “Piano Strategico della Portualità e della Logistica” varato dal Governo. Esse vedono in questo piano un rilancio dell’attività produttiva, in grado di dare slancio a tutta l’economia regionale. La valutazione dell’appetibilità commerciale di un territorio è legata anche alla qualità delle infrastrutture: stradali, ferroviarie, portuali e aeree percepite dai cittadini e dalle imprese che le utilizzano. L’Abruzzo si colloca al 144° posto tra le Regioni Europee, precedendo le altre Regioni del Medio e Basso Adriatico e dell’Italia Meridionale ad esclusione della Campania, e confina con la seconda regione più infrastrutturata d’Italia il Lazio. Proprio per queste ragioni, diventa estremamente importante, sia per l’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia sia per quella di Ancona, inglobare i porti Nazionali abruzzesi di Pescara e Ortona, per raggiungere una più elevata autonomia finanziaria. Infatti il Governo nel “Piano Strategico Nazionale Della Portualità e della Logistica” ha stabilito che per qualunque Autorità di Sistema Portuale è importante ottenere la più ampia autonomia finanziaria, attraverso una nuova governance. Dove gli autotrasportatori sono stakeholder (portatori d’interesse) di primaria importanza, insieme agli altri attori economici, le PMI soprattutto. Alle  istituzioni regionali abruzzesi pertanto si fa richiesta di proiettare la regione e con essa i cittadini e le imprese nel mercato globale. Ne consegue che non è importante a quale AdSP si viene accorpati, bensì il piano di sviluppo della logistica dei porti e delle infrastrutture di tutta l’area di pertinenza dell’Autorità di Sistema Portuale. Purtroppo gli autotrasportatori non sono mai stati interpellati dalle autorità regionali riguardo questi temi fondamentali. Le Associazioni degli Autotrasportatori dell’Abruzzo, chiedono inoltre: la creazione di un punto di distribuzione di gas naturale liquido ( GNL o LNG), nel porto di Ortona in ottemperanza con il regolamento (UE) n. 1025/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 ottobre 2012, per essere all’avanguardia nel rispetto dell’ambiente ed ottenere maggiori finanziamenti da parte del pubblico e privato, tenuto conto che il porto stesso è collocato all’interno del parco marino “ Costa dei Trabocchi”. Utilizzare tutti gli strumenti legislativi e finanziari, per incentivare l’acquisto di mezzi di trasporto terrestri alimentati con combustibili criogenici a metano che riducono del 11% l’immissione in atmosfera di CO2 e del 95% del particolato pm10. Possibilità di fare approdare in porto navi alimentate a gas naturale liquido o criogenico e ridurre le emissioni  in atmosfera degli ossidi di zolfo SOx; l’Introduzione del Fast Corridor (corridoio veloce) stradale. Copiando dal Fast Corridor ferroviario in scali merci con dotazione e volume di traffico adeguati. Questa soluzione consente di movimentare i container oppure i semirimorchi non ancora dichiarati e non soggetti a controlli dal porto di sbarco ad un area di temporanea custodia presso il nodo logistico di destinazione attraverso un corridoio controllato stradale; tale soluzione prevederebbe l’integrazione informativa dei diversi soggetti logistici coinvolti nel “Fast Corridor Stradale”. Gli autotrasportatori abruzzesi vedono nella creazione del corridoio veloce autostradale, un reale e fattibile collegamento stradale veloce tra Civitavecchia ed Ortona e viceversa, incentivando il trasporto intermodale mare-gomma tra i due mari ed aprire un collegamento veloce tra penisola balcanica e Turchia con la penisola iberica e Nord Africa”.

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