Ministero dell’Ambiente chiede 25 milioni di euro di risarcimento alla Sasi

25 milioni e 600 mila euro. A tanto ammonta il risarcimento dei danni chiesto dal Ministero dell’Ambiente alla Sasi nel processo iniziato oggi a Lanciano, davanti al giudice Andrea Belli. La Sasi è la società che oltre alla fornitura idrica in 92 comuni del chietino, si occupa anche della depurazione delle acque. E proprio per quest’ultimo servizio furono riscontrate delle irregolarità che portarono al sequestro, il 28 aprile dello scorso anno,  di sette impianti in altrettanti comuni aderenti all’ente. L’inchiesta era partita nel novembre 2012, quando i controlli in un centinaio di impianti di depurazione e vasche Imhoff in 48 comuni di competenza della procura frentana, accertarono che alcuni di essi non erano monitorati e tenuti in condizioni di inadeguatezza e inefficienza, senza controlli microscopici sui fanghi, con scarichi al suolo e a cielo aperto, e con abbandono incontrollato di rifiuti prodotti e fanghi tracimati a terra da vasche Imofh. Nei fiumi Feltrino, Sangro e Osento, come in mare, finivano reflui con alte concentrazioni di ammoniaca, escherichiacoli, solventi organici aromatici e un elevato tenore di cloruri.

Imputati di reato ambientale sono Domenico Scutti, presidente della Sasi e Alfiero Marcotullio, amministratore della Ecoesse, la società che aveva l’appalto per controllare gli impianti di Atessa, Bomba, Quadri. L’avvocatura dello Stato ha precisato, in merito alla richiesta del Ministero, che 12,8 milioni di euro sono per i danni patrimoniali e altri 12,8 per l’immagine. Al processo sono parti offese i comuni di Lanciano, Quadri, Rocca S. Giovanni, Treglio Atessa e Civitalupparella. Il procuratore della Repubblica di Lanciano, Francesco  Menditto, ha riferito in aula che i suoi esperti, i periti chimici napoletani Moscariello e Di Martino, stanno verificando se il cronoprogramma Sasi per rimettere a norma i depuratori, anche con nuovi impianti, sono in linea con le norme. I periti saranno sentiti il 22 settembre.

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