Pescara: la UIL Penitenziari esamina i problemi nelle carceri abruzzesi

Si è svolto presso la sede UIL di Pescara, alla presenza dei quadri provinciali e al segretario generale Urso, il direttivo regionale UIL comparto penitenziari. La riunione coordinata dal segretario regionale Giuseppe Giancola ha avuto il merito di raccogliere, rappresentandole alla massima carica compartimentale, i problemi che stanno attanagliando gli istituti di pena abruzzesi.

Molti di essi, come ha sottolineato da Giancola, sono stati amplificati dal venir meno di un’importante unità istituzionale qual è il Provveditorato regionale. La cancellazione dalla geografia amministrativa di tale importante presidio ha di fatto annientato le relazioni sindacali e reso difficile la possibilità di potersi difendere innanzi il consiglio regionale di disciplina visto che, per tutti, comprese le realtà di Vasto, Lanciano e Teramo, per poter evitare ratifiche di provvedimenti disciplinari, varrà la regola di recarsi a Roma anziché la molto più vicina e meno onerosa Pescara.

Quello che resterà del PRAP probabilmente sarà la Centrale Operativa Radiomobile, l’ufficio Tecnico e una succursale della segreteria mentre Il resto degli uffici saranno occupati dall’ufficio esecuzione penale esterna. Il segretario provinciale de L’Aquila, Mauro Nardella, ha evidenziato le problematiche riguardanti l’Istituto di Sulmona alle prese con una grave quanto annosa carenza di organico ed aggravata dall’età media degli operatori che quasi sfiora i 45 anni di età e 25 di servizio. Proprio in funzione di ciò, seppur non rientrante nella competenza sindacale, Nardella ha auspicato l’attivazione della sorveglianza dinamica nelle sezioni detentive e l’automatizzazione dei dispositivi di sicurezza. La perdita della direzione della scuola di formazione per un territorio già falcidiato da tagli a strutture istituzionali ha chiuso il suo intervento.

Paolo Lezzi, segretario provinciale di Teramo, ha sottolineato la carenza di personale femminile che invece abbonda, così come sottolineato dal provinciale Franchi Valdino, in realtà come Pescara.

Ruggero Di Giovanni provinciale Chieti, ha voluto anticipare parte degli argomenti che saranno affrontati domani in occasione della visita di Urso in quel del carcere di Lanciano, ponendo l’accento sul problema del fumo passivo il cui divieto lo si trova inapplicato proprio nel carcere frentano. Ha concluso gli il segretario generale Angelo Urso dando una risposta agli interventi fatti ed evidenziando aspetti quali l’innocenza del DAP in ordine agli accorpamenti realizzati attesa la marginalità che ha avuto nella elaborazione del DM che di fatto ha ridotto di molto le dirigenze generali in seno all’amministrazione Penitenziaria. La demonizzazione del sindacato da parte del potere politico, afferma Urso, sta cercando di distruggere il sindacato unico interlocutore rimasto in grado di interfacciarsi con i cittadini. A tutto questo tuttavia la Uil sta rispondendo con una riorganizzazione più snella ed efficiente delle varie strutture territoriali. Il mancato rinnovo del contratto è stato il tema centrale del suo intervento rimarcando quello già fatto dai confederali in tema di manifestazioni di proteste ma che non hanno fatto i sindacati autonomi. Nel DEF, tra l’altro, ha sottolineato il Segretario generale, la situazione potrebbe peggiorare poiché non c’è previsione della conferma degli 80 euro alle forze di polizia. Avrebbe potuto lenire le delusioni dei poliziotti penitenziari un riordino delle carriere fatto a dovere dice Urso ma quello costruito sinora risulta essere deludente. Sembrano essere stati trovati i fondi per il riallineamento dei funzionari, degli ispettori e sovrintendenti ma nulla risulterebbe a favore del ruolo più numeroso degli agenti ed assistenti. Per quanto attiene gli organici di polizia penitenziaria, Urso afferma che sono circa 8000 quelle mancanti in tutto il territorio nazionale. Resta da sollecitare un confronto col provveditore al fine di meglio ridistribuire le risorse in ambito regionale contemperando le varie esigenze. A ciò bisognerà associare una politica nazionale volta a rideterminare gli organici dei poliziotti operanti in extra moenia. Meno uomini in uffici esterni e maggior utilizzo degli stessi nei penitenziari. Urso conclude il suo intervento evidenziando l’importanza della formazione sindacale dalla UIL implementata e realizzata al fine di far emergere aspetti che arricchiscono e non poco la dote dei sindacalisti relegandoli, grazie alla collaborazione con l’ITAL, a buoni esperti in materia di patronato. L’ITAL con il quale si è voluto fare uno studio sullo stress da lavoro correlato fonte di burn out, che fa del poliziotto penitenziario un’autentica vittima e che farà da apripista ad un corso sulla sicurezza e salubrità la cui importanza sembra essere non condivisa dai principali responsabili in tema di prevenzione e protezione quali sono i direttori.

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